Turismo in mano al Qatar. L’ultima perla è Taormina. Il Fondo arabo punta l’hotel di Bellavista Caltagirone

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di Giorgio Ferrini

Le mani di uno sceicco sunnita su un ex convento di frati domenicani del XV secolo. Roba da far svenire uno come Matteo Salvini, sempre all’erta sullo “scontro di civiltà” e sulle presunte guerre di religione. Dopo mesi di trattative, Hamad bin Jassim Al-Thani, sovrano del Qatar, ha rilevato dall’Acqua Marcia di Francesco Caltagirone Bellavista il cinque stelle San Domenico di Taormina. Uno degli alberghi più famosi d’Italia finisce quindi nelle ricche (e liquidissime) mani del Qatar, pronto a sborsare 52,5 milioni, anche per la gestione.
Anche se la compravendita è ritenuta cosa fatta, manca comunque ancora l’ufficialità perché Acqua Marcia è in concordato preventivo e la procedura di vendita prevedeva un prezzo vincolante a 53,37. In ogni caso l’offerta arrivata dal Qatar è nettamente la più alta tra le 15 pervenute e si è fermata a meno di un milione dalla cifra richiesta. Ci sono tutti i margini per perfezionare l’intesa.

STRATEGIA – Per l’ex gruppo di Bellavista Caltagirone si tratta della prima vendita all’interno di una collezione tutta siciliana di alberghi di super-lusso che comprende il “Des Etrangers” di Siracusa, l’Excelsior di Catania, Villa Igiea, Excelsior e le Palme a Palermo. Lo sceicco Al-Thani, 36 anni, è venuto in Italia alla fine di gennaio è ha incontrato ufficialmente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi, ma anche, riservatamente, una serie di imprenditori e finanzieri italiani. Sul fronte politico, il sovrano del Qatar è un principe sunnita notoriamente ostile al presidente siriano Bashar Assad, tanto che, senza alcun mistero, il Qatar ha sempre finanziato tutte le opposizioni al regime di Damasco. Sul fronte finanziario, non si può dire che Al-Thani non ami l’Italia. A settembre ha sborsato 222 milioni sull’unghia per regalarsi l’Excelsior di Via Veneto, l’hotel della Dolce Vita per antonomasia, rilevandolo dalla Starwood Hotels (a cui è stata lasciata la gestione).

SIMBOLI – In precedenza il fondo sovrano Qia aveva acquistato l’hotel Gallia di Milano e i grattacieli simbolo della città dell’Expo, ovvero quelli di Porta Nuova. E poi ci sono gli investimenti massicci effettuati in Costa Smeralda, sul fronte alberghiero e turistico, e la mega-acquisizione della Maison Valentino per 700 milioni, portata a termine nel 2012. Centrale, per le mosse finanziarie del Qatar, è proprio il ruolo del fondo Qia, dove sono custodite quote strategiche di marchi di grido e prestigio come Barclay’s, Harrod’s, Volkswagen, Walt Disney, Heathrow Airport, Siemens e Shell. I rapporti con l’Italia sono sempre più stretti: lo Sceicco compra immobili e alberghi di lusso, noi esportiamo beni per 724 milioni e importiamo per 1,06 miliardi (specie gas naturale). Il San Domenico Palace è stato realizzato alla fine dell’Ottocento lavorando sulle magnifiche strutture di un antico convento domenicano del 1380, del quale sono rimasti due chiostri e una quarantina di celle trasformate in altrettante camere, magnificamente conservate da Bellavista Caltagirone. Chissà se resterà così.