Tutti gli uomini di Jp Morgan dietro la scalata di Mediaset alle torri di Rai Way. I rapporti della banca Usa con ex ministri e manager italiani

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Stefano Sansonetti

L’operazione è tutta in divenire. Ma già adesso si delineano scenari di sistema all’interno dei quali un ruolo non indifferente sembra spettare alla banca americana Jp Morgan. In attesa di capire fino a che punto Mediaset, attraverso la controllata Ei Towers, potrà mettere un piede all’interno di Rai Way, non può essere trascurato il percorso dei soldi. Nei giorni scorsi è emerso che Jp Morgan avrebbe già un accordo con Mediaset per mettere a disposizione fino a 800 milioni di euro per consentire all’aziende della galassia Berlusconi di andare all’assalto delle torri di trasmissione del segnale televisivo oggi controllate da Rai Way. Certo, gli 800 milioni farebbero parte del pacchetto inziale da 1,22 miliardi che Ei Towers si è detta intenzionata a mettere sul piatto per rilevare il controllo integrale della società Rai. Cosa che è verosimilmente complicata, se è vero che lo Stato ha chiarito di non voler mollare la presa sul 51% della società. E in tal senso si espresso ieri anche il Cda della Rai in una lettera alla Consob.

IL DETTAGLIO
Ma è quanto mai interessante soffermarsi sulla disponibilità di Jp Morgan ad aiutare l’operazione di Mediaset, a prescindere dai contorni “azionari” che questa assumerà. Nella banca Usa, infatti, oggi vanta un ruolo di rilievo l’ex ministro dell’economia Vittorio Grilli, che in un passato non troppo lontano è stato anche direttore generale del Tesoro con Giulio Tremonti sulla tolda di comando di via XX Settembre. Grilli da poco meno di un anno in Jp Morgan è presidente corporate e investment banking, con responsabilità sull’area geografica cosiddetta Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Certo, non basta questo pur importante contatto a giustificare la disponibilità mostrata dalla banca americana nei confronti di Mediaset. Ma può essere una traccia. Di sicuro, come raccontato da La Notizia del 27 febbraio scorso, nel settore delle antenne è in atto un risiko non indifferente. All’esito del quale, magari, potrebbe nascere un campione nazionale.

GLI SVILUPPI
Ieri, intanto, è stato ufficializzato il passaggio di circa 6 mila torri Wind agli spagnoli di Abertis, che hanno sborsato 693 milioni di euro. Della partita, fino a poco tempo fa, erano anche la stessa Ei Towers e F2i, il fondo infrastrutturale in parte riconducibile alla pubblica Cassa Depositi e Prestiti. Ma fra qualche mese al centro della scena ci sarà la quotazione in borsa di Inwit, la controllata di Telecom Italia che ha in pancia più di 10 mila antenne. E chissà che in questo caso, a prescindere o a completamento di quello che accadrà su Rai Way, non si ripresentino ai nastri di partenza dei potenziali acquirenti gli stessi Ei Towers e F2i. Tra l’altro, come elemento di contorno, si può registrare che anche l’attuale Ad della Cassa, Giovanni Gorno Tempini, è un ex banchiere di Jp Morgan. E c’è chi dice che se di campione nazionale delle torri alla fine si dovrà parlare, lo si potrà fare solo con un coinvolgimento della medesima Cdp. Nell’attesa la banca Jp Morgan scende in campo accanto a Mediaset.

Twitter: @SSansonetti