Tutti in passerella a Leopoli. L’ultima idea dei nostri politici. Di Maio frena l’iniziativa dei parlamentari con le valigie in mano

Ucraina Di Maio
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Il proposito è onorevole, ma è troppo pericolosa una missione umanitaria a Leopoli, una delle città dell’Ucraina sotto attacco da parte delle forze russe (leggi gli articoli), da parte di deputati e senatori. I parlamentari possono essere un obiettivo sensibile. Prima il ministro degli esteri Luigi Di Maio e poi il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ieri hanno così cercato di bloccare l’iniziativa che una trentina di onorevoli vorrebbe compiere con l’Associazione comunità Papa Giovanni XIII. C’è però chi è deciso a effettuare ugualmente il viaggio.

Una trentina di parlamentari si sono detti pronti a partire alla volta di Leopoli

In una lettera dell’8 marzo scorso indirizzata a deputati e senatori, il presidente della Comunità, Giovanni Paolo Ramonda, ha proposto agli eletti “di prendere parte ad una delegazione che nei prossimi giorni entri nel conflitto ucraino”.

Si tratterebbe di una delegazione accompagnata da una scorta civile non violenta, con l’obiettivo principale di essere al fianco della popolazione, portare un messaggio di pace e creare uno spazio di evacuazione dei civili ucraini intrappolati sotto il fuoco dell’esercito russo. La Comunità ha sostenuto che vuole in particolare raggiungere un gruppo di trenta bambini orfani per evacuarli. Una trentina di parlamentari si sono detti pronti a partire alla volta di Leopoli e ieri il ministro Di Maio ha scritto ai presidenti di Camera e Senato, ai capigruppo e ai leader di partito, chiedendo loro di dissuadere deputati e senatori.

“Nell’attuale contesto – ha sostenuto Di Maio – la loro presenza potrebbe essere facilmente strumentalizzata a scopo bellico o di disinformazione, con conseguenze pesanti per il nostro stesso interesse nazionale. Ciò potrebbe inoltre arrecare grave pregiudizio ai cittadini italiani e stranieri tuttora intrappolati nel Paese”. Sulla stessa linea Conte: “Suggerisco anche io ai parlamentari di astenersi da iniziative che in questo momento potrebbero rivelarsi non prudenti. Capisco assolutamente la voglia di attestare dei segnali di solidarietà, ma è chiaro che sono iniziative che rischiano di mettere in pericolo le persone che aderiscono e nello stesso tempo di essere strumentalizzate negativamente”.

Il leader pentastellato ha chiesto quindi agli onorevoli di seguire le indicazioni delle autorità di governo. Dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, il segretario Gianpiero Cofano fa però sapere che la missione è confermata. “I parlamentari – ha detto Cofano- stanno continuando ad aderire, noi saremo operativi a Leopoli e stiamo facendo tutte le valutazioni del caso. Non abbiamo assolutamente cancellato la missione”. Il segretario ha anche aggiunto che l’idea della Comunità è di allargare a livello europeo la proposta con europarlamentari, non solo italiani, per dare una risposta corale, europea, alla guerra. Uno dei deputati pronti a partire è il pentastellato Nicola Grimaldi.

“Dall’organizzazione mi hanno comunicato l’idea di rimandare solo temporaneamente, di qualche giorno, la partenza”, ha assicurato l’esponente pentastellato, medico e volontario dell’Associazione Medica Internazionale di Lourdes. “Ci è stato detto di temporeggiare un attimo – ha precisato – per avere contezza di chi parteciperà e dell’evoluzione del conflitto. Io sono tra i parlamentari che hanno dato la disponibilità, prima di tutto perché sono un medico e poi perché sono un volontario dell’Amil”.

La presidente dei deputati dem, Debora Serracchiani, ha invece affermato che qualcuno del gruppo del Pd stava pensando a partire ma, viste le raccomandazioni della Farnesina, ha sconsigliato i colleghi, aggiungendo che il Ministero degli esteri si è impegnato a “fare direttamente da tramite con l’associazione per aiutare i bambini oggetto della lettera”.