Ucciso in Colombia il procuratore antimafia del Paraguay Marcelo Pecci. Era in luna di miele. Si occupava di narcotraffico e anche di ‘ndrangheta

Marcelo Pecci
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il magistrato di origini italiane, Marcelo Pecci, procuratore del Paraguay, specializzato nella lotta alle mafie e al narcotraffico, è stato assassinato ieri in Colombia da killer sbarcati su una moto d’acqua sulla spiaggia dell’isola caraibica di Barù dove stava trascorrendo la sua luna di miele.

Marcelo Pecci è stato assassinato ieri in Colombia. Era in luna di miele a Barù

Pecci, 45 anni, aveva sposato la giornalista investigativa colombiana, Claudia Aguilera, il 30 aprile scorso nella città di Cartagena. I due aspettano un figlio. “Sì, è morto”, ha confermato la moglie, in una breve intervista a una radio colombiana. L’omicidio è avvenuto sulla spiaggia privata del Decameron Hotel di Barù.

Cinque investigatori colombiani, ha annunciato il capo della polizia colombiana, il generale Jorge Luis Vargas, sono stati inviati sull’isola per svolgere le indagini con il sostegno del Paraguay e degli Stati Uniti.

La polizia colombiana ha rilasciato una foto di uno dei presunti assassini, in bermuda neri e la testa coperta da un panama beige. Il capo della polizia colombiana ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, che anche gli investigatori dell’Agenzia federale antidroga Usa, la Dea, stanno lavorando con le autorità colombiane e paraguaiane per “ottenere quante più informazioni possibili”. Le autorità colombiane hanno offerto una ricompensa di 488 mila dollari a chi fornisca informazioni utili ad identificare i killer.

“Il modo in cui hanno agito gli assassini, in cui lo hanno giustiziato, è tipico della mafia. Non vedo altra spiegazione”, ha denunciato il presidente dell’Associazione paraguaiana dei pubblici ministeri, Augusto Salas.

Il procuratore generale del Paraguay, Sandra Quinonez, ha ricordato che Pecci aveva ottenuto “condanne importanti in 11 anni di lotta al traffico di droga e alla criminalità transnazionale”. “Voleva solo godersi la luna di miele, nella privacy, ed è per questo che non aveva la scorta”, ha concluso.

Pecci era specializzato in criminalità organizzata, traffico di droga, riciclaggio e finanziamento del terrorismo

Pecci era specializzato in criminalità organizzata, traffico di droga, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. Era noto per il suo coinvolgimento nell’indagine che ha portato il calciatore Ronaldinho dietro le sbarre tra marzo e agosto 2020 per essere entrato in Paraguay con documenti falsi.

“Aveva lanciato l’allarme sulla preoccupante presenza della ‘ndrangheta in Paraguay – ha dichiarato l’europarlamentare M5S, Sabrina Pignedoli -, sottolineando che si trattava di persone perlopiù incensurate e appartenenti al mondo finanziario e accademico. Forse anche per questo è stato assassinato il magistrato antimafia paraguayano Marcelo Pecci, 45 anni, mentre si trovava in vacanza con la moglie in Colombia”.

“Un investigatore scomodo per le organizzazioni criminali dedite al traffico di droga – ha aggiunto l’esponente M5S -, di cui la ‘ndrangheta controlla il 40% del mercato, con un guadagno stimato in circa 66,8 miliardi dollari. La droga viene spedita verso l’Europa da quasi tutti i Paesi dell’America Latina, compreso il Paraguay”.

“Pecci – ha detto ancora Pignedoli – era impegnato in diverse indagini che riguardavano il narcotraffico e il riciclaggio di denaro sporco, e lavorava a stretto contatto con magistrati italiani. Solo quest’anno, aveva fatto arrestare una trentina di mafiosi e ordinato il sequestro di decine di beni immobili. La storia purtroppo si ripete, a trent’anni dalle stragi che avevano come obiettivi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.