Ugl al traguardo dei 65 anni. Difendere il lavoro è di destra. Capone guida il nuovo corso del sindacato. Sarà battaglia alle logiche della globalizzazione

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Sessantacinque anni di battaglie sindacali sono un traguardo non facile, soprattutto se il sindacato non è di sinistra. Governi, grande stampa, tutto il sistema di potere che lega la politica alle imprese non si sono certo sbracciati per dare spazio a un soggetto di rappresentanza costituzionalmente contro corrente. La storia della Cisnal/Ugl è fatta perciò di radici, come quelle a cui è stato reso omaggio ieri al Sacrario militare di Redipuglia in Friuli Venezia Giulia, dove c’è il monumento al sacrificio di Filippo Corridoni. Ma nella stessa storia c’è il ruolo nuovo che il sindacato vuole costruirsi oggi, come ha spiegato il segretario generale Francesco Paolo Capone. “Essere un sindacato di destra – ha detto – non vuol dire legare la propria appartenenza ad un partito politico, ma condividere un sistema di valori, tra i quali in particolare la partecipazione, principio fondativo, sancito nello Statuto sia della Cisnal sia dell’Ugl”.

BASTA STECCATI
Per la nuova Ugl, sempre lasciata un passo indietro rispetto alla triplice di Cgil, Cisl e Uil, anche quando c’è solo da consegnare le credenziali al Presidente della Repubblica, i vecchi reticoli del passato però non contano più nulla, soprattuto di fronte alla necessità di accrescere la tutela dei lavoratori, proprio in questa fase dell’economia internazionale. E la dimostrazione più plastica in questo senso è stata la scelta di scioperare insieme a Cgil e Uil contro il Jobs Act. “Per noi – rivendica Capone – in questo momento storico si impone una scelta: o la difesa del lavoro o la sottomissione alle logiche finanziarie della globalizzazione. Noi non abbiamo dubbi sulla scelta da fare e continueremo a fare le battaglie con chi ha scelto di stare dalla parte dei lavoratori”.

STORIA E FUTURO
Dal ripercorrere il contesto storico della fondazione della Cisnal al moderno sindacato nazionale, ieri l’Ugl ha celebrato i suoi 65 anni confrontandosi su due tra i temi che coinvolgono il Paese: la sovranità nazionale e la partecipazione dei lavoratori alle decisioni e agli utili dell’impresa. Eventi che hanno chiuso un mese di iniziative aperte da una riflessione sul lavoro femminile in occasione dalla Giornata internazionale della Donna. Poi l’omaggio nel luogo in cui morì il padre del sindacalismo rivoluzionario, al quale l’Ugl si ispira da sempre. Storia e futuro che si toccano. Anche nel mondo del lavoro.