L’ultima follia dei dem, rinviare a Natale il concorso per i precari della scuola. M5S: “Ulteriore rinvio sarebbe una presa in giro per gli oltre 60.000 candidati”

dalla Redazione
Politica

Il Partito democratico ha chiesto una riflessione sulla data in cui svolgere il concorso straordinario da 32mila posti destinato ai precari della scuola, al momento fissata al 22 ottobre. “Farlo ora – ha detto l’Ansa il responsabile Scuola del Pd Camilla Sgambato (nella foto) – significa stressare le scuole, che verranno private di molti docenti, i quali andranno a sostenere le prove del concorso. Avremmo preferito farlo a ridosso delle vacanze di Natale; fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ogni ripensamento e’ possibile, la decisione spetta al ministero dell’Istruzione”.

“Respingiamo al mittente la proposta -scrivono i senatori M5S della Commissione Istruzione di Palazzo Madama – di rinviare il concorso straordinario per la scuola giunta oggi dalla responsabile scuola del Partito Democratico. Fosse stato per noi avremmo fatto tenere le prove ad agosto (o un concorso ordinario per tutti), ma con il superamento del test a crocette e l’introduzione della prova a risposta aperta abbiamo concordato il procrastinarsi della data all’autunno”.

“Ora che siamo in dirittura d’arrivo per l’inizio delle prove – aggiungono dal M5S -, previsto per il 22 ottobre, un ulteriore rinvio sarebbe una presa in giro per gli oltre 60.000 candidati, senza contare il mezzo milione di candidati al concorso ordinario che verrebbe di conseguenza spostato in avanti. Non possiamo permetterlo”.

La Sgambato sottolinea anche la necessità di tutelare chi è in quarantena, “magari per un positivo presente nella Scuola in cui insegna: va cercata una soluzione, per esempio trovando un’altra data per questi candidati o facendo loro svolgere la prova tutti in una stessa Scuola: sarebbe ingiusto non farli partecipare al concorso”. C’è poi, sempre secondo l’esponente dem, il problema che molti docenti precari, dovendo partecipare alle prove del concorso, lascerebbero la cattedra che hanno appena preso per 5-6 giorni. “Solo in Lombardia ci sono 16.500 candidati, la gran parte sono docenti delle regioni meridionali: spostare il concorso a Natale sarebbe insomma la cosa più giusta da fare”, conclude.