Ultima offerta ai creditori. Atene gioca il tutto per tutto. Mancano due giorni e poi il Paese sarà in default. Tedeschi e Bce però perdono ancora tempo

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Tirare la corda fino alla fine. Da anni l’Europa gioca al gatto e al topo con la Grecia. Vedere però i leader tergiversare ancora, a solo 48 ore dal default del Paese, rende perfettamente plastica l’immagine di cos’è questa comunitità: un’unione di interessi, senza solidarietà, senza un progetto, senza un futuro. Così a nulla è servito il vertice tra Merkel, Hollande e Draghi. I grandi del continente, che decidono della sorte di milioni di persone, non riescono a chiudere una pratica regionale come il debito della Grecia. Parliamo di uno Stato che pesa rispetto all’intera Ue quanto il Lazio e la Toscana.

DEBITO INSOSTENIBILE
Il premier Tsipras ha provato così a prendere disperatamente altro tempo inviando un’offerta ai creditori. Atene non può pagare il debito in scadenza questo mese, ma se gli fosse concesso più tempo le cose potrebbero cambiare. Di sicuro si eviterebbe il fallimento a così stretto giro. Mentre i mercati restano volatili e nervosi, la Troika (Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Bce) non è riuscita a inviare la sua proposta di accordo definitivo al governo ellenico. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Wsj, ci sarebbe unità di intenti nel chiedere riforme economiche di ampia portata e il Fondo mondiale avrebbe ridotto la propria insistenza sulla richiesta che l’Europa offra un impegno esplicito ad alleviare parte del debito della Grecia. Anticipazioni giornalistiche che avevano messo ieri mattina di buon umore i mercati, fin quando non è arrivato l’immancabile stop dei falchi tedeschi con i loro alleati. Il numero uno dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha perciò smontato tutto. “Ci sono progressi, ma non ancora sufficienti”, ha detto Dijsselbloem.

EFFETTI SCONOSCIUTI
Dunque si va avanti navigando a vista. Nessuno è in grado di sapere che effetti può avere il fallimento di uno dei Paesi che hanno come moneta l’euro. Di sicuro una notizia infelice per i mercati e per gli Stati dell’Europa mediterranea con molto debito pubblico, come l’Italia. I leader Ue questo lo capiscono bene e perciò si erano promessi di restare in contatto in questi giorni, per arrivare in qualche modo a una soluzione. Si è visto niente? No. E se il piano di Bruxelles sarà quello che prevede risparmi di almeno 3,5 miliardi l’anno, compresa la riforma previdenziale e le privatizzazioni – un ultimatum irrealizzabile – allora Atene cadrà tradita proprio da chi doveva difenderla.