Un positivo al Coronavirus infetta meno di una persona. L’Iss: “L’indice Rt è sotto a 1 in tutto il Paese”. Ecco le differenze regione per regione

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L’indice Rt, che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, già dal 6 aprile si attestava mediamente a un valore tra 0,2 e 0,7, considerando l’intero Paese. Lo dimostrano i modelli matematici elaborati dall’Istituto superiore di Sanità e dalla Fondazione “Bruno Kessler” di Trento, presentati durante la conferenza stampa di approfondimento epidemiologico. “Questo indice – spiegano dall’Iss – rappresenta il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento dell’epidemia stessa. Lo schema seguente riporta il valore di Rt nelle diverse Regioni italiane, escludendo quelle per cui il dato non è considerato sufficientemente stabile”.

Rt, sottolineano gli esperti dell’Iss, è solo uno degli indicatori che servono a definire i provvedimenti da adottare nella Fase 2. La differenza tra gli indici regionali non rappresenta necessariamente una condizione per differenziare le misure successive a questa fase. Il valore di Rt, che sarà pubblicato settimanalmente, “rappresenta uno strumento importante per monitorare le misure di controllo nel tempo e la loro efficacia”. “Durante l’approfondimento – aggiungo gli esperti dell’Istituto superiore di Sanità – è stato presentato anche uno studio preliminare sulle fonti di infezione condotto dall’Iss su circa 4.500 casi notificati tra l’1 e il 23 aprile. Il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro”.

Arriva dall’Iss, inoltre, una guida pratica dedicata a chi si prende cura degli anziani, realizzata dal dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dello stesso Istituto e disponibile sul sito. L’opuscolo, tradotto in inglese, francese, spagnolo, rumeno, polacco, russo portoghese e tamil, si rivolge, soprattutto, a badanti e offre indicazioni “su come proteggere gli anziani proteggendo anche se stessi, visto che prendersi cura di un anziano significa aiutarlo ad alzarsi, camminare, mangiare e lavarsi e non è possibile quindi mantenere il distanziamento di almeno un metro”. Il documento verrà affisso anche in farmacie, studi medici, ospedali.

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