Una Chiesa sobria. Il comandamento di Bergoglio apre l’assemblea generale della Cei. Papa Francesco invita i vescovi a rinunciare ai beni non necessari e alle ambizioni

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“La vita del presbitero diventa eloquente perché diversa, alternativa. Egli è uno che si è avvicinato al fuoco e ha lasciato che le fiamme bruciassero le sue ambizioni di carriera e potere”. Sono queste le parole usate da Papa Bergoglio nel  discorso di apertura in Vaticano rivolto ai vescovi italiani riuniti nell’assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Un incontro per discutere del rinnovamento del clero. Ma che si è spinto anche oltre. Perché il Papa ha sottolineato che la discussione sulle riforme del clero non può trascurare il capitolo del rapporto con il denaro. Indica in maniera precisa come gestire le strutture e i beni economici ecclesiali: “In una visione evangelica – dice ai presuli – evitate di appesantirvi in una pastorale di conservazione, che ostacola l’apertura alla perenne novità dello Spirito” E poi raccomanda: “Mantenete soltanto ciò che può servire per l’esperienza di fede e di carità del popolo di Dio”. Il discorso del pontefice arriva proprio nei giorni in cui verranno approvati dalla Cei i conti relativi all’otto per mille: un importo che in genere si aggira attorno al milione di euro, impiegato per supportare le attività di evangelizzazione e sovvenzionare opere di carità, ma finito in alcuni casi al centro speculazioni e raggiri o dilapidato con operazioni finanziarie improbabili. Poi con i membri del Cei, Papa Bergoglio ha tracciato il profilo del prete che vuole vedere operare nella Chiesa. Molti sacerdoti sono già come li vorrebbe, altri, invece dovrebbero assumere caratteristiche più profetiche. Insomma, preti più credibili, maggiormente orientati all’ascolto della gente, meno giudicanti, senza tentazioni legate alla vita mondana. Un rinnovamento del genere per Papa Francesco è necessario in Italia visto che il contesto culturale è molto diverso da quello in cui ha mosso i primi passi nel ministero. Anche in Italia tante tradizioni, abitudini e visioni della vita sono state intaccate da un profondo cambiamento d’epoca. Il prete, aggiunge il Papa, deve essere “semplice ed essenziale, sempre disponibile” e “credibile agli occhi della gente”, in una esperienza di vita “libera dai narcisismi e dalle gelosie clericali”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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