Una Fontana di polemiche. Quando il ministro della Famiglia diceva: “I gay vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo”

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Lorenzo Fontana sarà uno dei nuovi ministri del Governo Conte. Ma ancor prima del giuramento già è subissato da critiche. “La famiglia naturale è sotto attacco. Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo”. Questo dichiarava, nel 2016, il nuovo ministro per la Famiglia e la Disabilità, come si legge sul suo stesso sito.

Al convegno dell’associazione Pro Vita Onlus che si era tenuto a Verona, spiegava che “da un lato l’indebolimento della famiglia e la lotta per imatrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo e la contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero. Sono tutte questioni legate e interdipendenti, perché questi fattori mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni. Il rischio è la cancellazione del nostro popolo”. L’esempio da seguire è la Russia: “Se trent’anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione, oggi invece è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società”.

A fine maggio, peraltro, ha partecipato alla Marcia per la Vita di Roma per caldeggiare l’abrogazione della legge 194 sull’aborto al grido di “l’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo”.

Sono state, d’altronde, le stesse associazioni omosessuali a criticare la scelta di Fontana al ministero della Famiglia.