Una lezione di Mao su M5S e Pd. Non è necessario che il gatto sia bianco o nero, purché riesca a prendere il topo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Viste le fibrillazioni di questi giorni, vedo tornare la suggestione di un Governo con M5S e Pd. Uno scenario sul quale vale la pena di meditare. Certo, i dem sono malridotti e non credo abbiano al momento la forza, e la volontà, di prodursi in una tale alleanza. Forse mancherebbero anche i numeri in Senato, dove i piddini di fede renziana impedirebbero la maggioranza. Sul piano della strategia politica, però, mi pare più utile esaminare il futuro dal punto di vista dei 5S, oggi unica forza rivoluzionaria italiana.

Per spiegarlo vorrei ricorrere alla celebre frase di Mao Zedong, il leader della lunga marcia cinese e della rivoluzione comunista: “Non è necessario che il gatto sia bianco o nero, purché riesca a prendere il topo”. Con questo slogan semplice, quasi rozzo, Mao espresse un concetto estremamente raffinato, che ancora oggi i dirigenti politici di media tacca faticano a comprendere. La cattura del topo è l’ideale cui punta un movimento, una forza politica. I gatti, dal bianco al nero, rappresentano le molteplici e perfino opposte vie per conseguire l’obiettivo.

I partiti mediocri tendono ad applicare “in automatico” schemi e alleanze tipici della loro parte, di destra o sinistra. Invece Mao ci insegna che esiste una pluralità di opzioni, e questo vale tanto più oggi quando molti temi sono condivisi da destra e sinistra: risanamento del debito pubblico, contrasto alla povertà, salario minimo, rilancio dell’economia, ecc. Perfino il no alle migrazioni selvagge è di destra e di sinistra, benché i nostri sinistri non lo sappiano. Il discorso è lungo, ma si può partire da qui.