Una meteora impazzita che fa solo danni al Paese. L’ascesa di Renzi grazie alle Leopolde finanziate da Open. E il crollo dal 40 al 2% col partitino che tiene l’Italia in ostaggio

MATTEO RENZI
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Renzi sta dando il peggio di sé in queste ore convulse in cui minaccia, ammicca, sproloquia, piroetta e plana e ridecolla. Renzi ha preso l’Italia e gli italiani per una portaerei su cui esercitare il proprio ego ampliatosi a dismisura negli ultimi anni. Ma chi è Matteo Renzi? Figlio di un consigliere comunale di Rignano sull’Arno, il “babbo Tiziano” di cui si parla ancora per le note vicende giudiziarie, tesi di laurea in legge sul “sindaco santo” Giorgio La Pira, con voto beffa di 109/110. Esperienza nello scoutismo, fa pure l’arbitro di calcio e a 19 anni vince 48 milioni di lire ad un quiz televisivo. Inizia con la politica nel 1996 con i Comitati per Prodi e nel 1996 si iscrive al Partito Popolare Italiano di cui un anno dopo diverrà segretario giovanile.

Nel 2001 con il Ppi confluisce nella Margherita di Francesco Rutelli che di lui dice un gran bene e nel 2004 diventa Presidente della Provincia di Firenze. Nel 2008 è eletto sindaco di Firenze facendo fuori Lapo Pistelli, pezzo da 90 del Pd. Nel 2010 inizia il movimento dei rottamatori insieme alla scaltra Debora Serracchiani, volto a far fuori i dirigenti di lungo corso del Pd. Iniziano le Leopolde, meeting autocelebrativi annuali con cui lancia la sua immagine di Pepsi Cola man. Ragazzo spumeggiante e risoluto che vuole cambiare l’Italia con una sorta di “populismo bianco”, cioè democristiano che in Amintore Fanfani ha il suo modello e nume tutelare.

Nel dicembre 2013 viene eletto segretario del Partito Democratico. Nel 2014, dopo aver fatto fuori Enrico “stai sereno” Letta diventa presidente del Consiglio fino al 2016. Nel 2017 lascia anche il ruolo di segretario del Pd, ma poi viene rieletto. Alle politiche del 2018 il Pd è sconfitto e si dimette di nuovo. Nel 2019 lascia il Pd e fonda Italia Viva e nello stesso anno supporta il nuovo governo giallorosso, dopo la caduta di quello gialloverde. Questa breve introduzione è necessaria per capire un po’ chi è Matteo Renzi e quale è stato il suo humus culturale. Le Leopolde sono state il suo razzo vettore e sono anche quelle per cui è indagato, insieme a Maria Elena Boschi e Luca Lotti, visto che erano supportate finanziariamente dalla sua fondazione Open.

Come è possibile che un sindaco di una città con 380mila abitanti diventi il segretario del maggiore partito italiano e poi il presidente del Consiglio? Renzi è stato una meteora che ha portato il suo partito dal 41% alle Europee del 2014 e poi lo ha precipitato al 18.7% delle politiche del 2013. Renzi è stato una meteora che ha perso il referendum sulla riforma costituzionale del dicembre 2016. Renzi è stato una meteora che ha abolito le province, anzi no, visto che ci sono ancora, ma non dovrebbero esserci, un vero pasticcio amministrativo. Renzi è stato una meteora che ha utilizzato un populismo becero per fare fuori Massimo D’Alema, Walter Veltroni e tutta la classe politica del Pd e che ora ha la faccia di bronzo di attaccare il populismo dei 5 Stelle.

Renzi è una meteora che in piena crisi pandemica con la vaccinazione di tutti gli italiani da gestire, minaccia una crisi di governo al buio, dagli esiti imprevedibili. Renzi è una meteora che per un solo posto di potere sarebbe capace di fare qualsiasi cosa dicendo naturalmente che lui “non lo fa per le poltrone, ma per l’Italia”. Renzi è una meteora capace di bluffare e tenere in scacco gli italiani con un micropartito forse del 2%. Ecco chi è veramente Matteo Renzi da Rignano d’Arno. Una meteora che continua a far danni al nostro Paese.