Trump ha sequestrato Maduro e annichilito il Venezuela. Presto, in un modo o nell’altro, farà quel che vuole anche in Groenlandia, depredandola delle materie prime. Quale sarà la prossima vittima? L’Iran?
Silvia Andreani
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Gentile lettrice, l’Iran è sotto tiro dal 1979, dal sequestro dell’ambasciata americana a Teheran. Da 47 anni Washington attende di saldare il conto finale. Non a caso nel 2007 il Gen. Wesley Clark rivelò che dieci giorni dopo l’11 settembre 2001 la Casa Bianca aveva un piano per distruggere 7 Paesi in 5 anni, nell’ordine: “Iraq e poi Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e, per finire, Iran”. L’Iran era “per finire”. Il resto già fatto, compreso il Libano che è vivo ma in coma. Tuttavia Trump sembra aver riposto nel cassetto, per ora, i piani per una guerra persiana, forse giudicata troppo costosa in termini di vite americane. Penso che la prossima vittima possa essere Cuba, la magnifica isola dei Caraibi che è più di un’isola: è un simbolo e un’utopia per tutto il mondo. Pare che Washington stia preparando un blocco aero-navale per impedirle di ricevere aiuti alimentari, oltre che petrolio e gas di cui finora si riforniva da Venezuela e Russia. In questo modo, finite le riserve, il popolo cubano sarà alla fame. Niente energia, niente elettricità, neppure per gli ospedali: una morte civile e fisica. Sarà un nuovo crimine contro l’umanità. Ma per gli Usa è una bazzecola: affamano l’isola da 67 anni, strangolandola con le sanzioni. Ora sarebbe solo il colpo alla nuca. E non vedo nulla che Cuba, o chiunque nel mondo, possa fare per impedirlo. Chi ha fede, dica una preghiera per Cuba.