Una serata tutta da ridere al Teatro Marconi. Lunedì 16 luglio la compagnia Cast diletterà gli spettatori con “Mettiteve a ffa’ l’ammore cu me”, opera del padre della commedia italiana Edoardo Scarpetta

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Uno spettacolo tutto da ridere e da godere. La garanzia risponde a un nome: Edoardo Scarpetta. L’appuntamento è al Teatro Marconi lunedì prossimo, 16 luglio. Alle ore 21,00 andrà in scena una delle opere maggiori e più note al pubblico e alla critica di uno dei più grandi autori teatrali della storia contemporanea italiana, Mettiteve a ffa’ l’ammore cu me. A portarla in scena la compagnia Cast di Isernia, oramai conosciuta e apprezzata da addetti ai lavori e non in tutta Italia, di Salvatore Mincione Guarino e Giovanni Gazzanni. E questa è una seconda garanzia: sono tanti i premi nazionali raccolti dalla compagnia negli ultimi anni proprio grazie allo spettacolo che ha ormai abbondantemente superato le cento repliche in giro da Nord a Sud.

“In questo testo – spiega il regista, Mincione Guarino – Felice, personaggio tipico scarpettiano, risulta impacciato, tardo nei movimenti, totalmente irretito da Emilia, la vera protagonista della vicenda. Lei è innamorata di Alberto che corrisponde al suo amore. Giulietta, cugina di Emilia, è innamorata di Felice il quale non si decide a dichiararsi. Il padre di Giulietta, don Gennaro, avendo fatto una promessa al suo caro amico morto, padre di Alberto, decide di dare in sposa Giulietta ad Alberto. A questo punto la forte femminilità di Emilia viene fuori ed escogita vari sotterfugi per far ritornare tra le sue braccia Alberto”.

CastMa la capacità di Mincione Guarino non è solo nella regia. Se nel testo originale la figura del cameriere risulta incolore, nell’adattamento la “serva padrona” Rosella, risulta esilarante nel suo rapporto prevaricatore con Don Gennaro che la tiene a servizio per aver fatto una promessa alla buonanima della madre di lei.

Ovviamente tutto finisce nel migliore dei modi e, come avviene sempre nelle commedie di Scarpetta, il fine è semplicemente quello di far ridere.

“Dall’atto unico originale si è arrivati alla nostra stesura in due atti attraverso inserti di scene completamente inventate, ma congruenti con la trama. Inoltre il “lazzo” non meglio specificato del testo scarpettiano permette sempre di giocare sulla improvvisazione, che non deve intendersi come un elemento estemporaneo, ma come studio continuo, non scritto, sulle scene; un po’ come nella migliore tradizione della Commedia dell’arte”.

Non resta allora che andare al Teatro Marconi il 16 luglio. Sedersi e rilassarsi in una serata all’insegna del teatro e del sano divertimento.

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