Una soluzione a metà

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Di Sergio Patti

Gli arabi saranno bravissimi a fare i loro affari, ma gli italiani non li batte nessuno nel gioco delle tre carte. Così ieri è arrivata una notizia straordinaria sul fronte degli esuberi Alitalia, passati da 2.251 a 980. In realtà però il personale che lascerà la compagnia non andrà a casa, ma finirà per essere assistito con i quattrini della fiscalità generale. Come al solito, insomma, paga Pantalone, cioè tutti noi. Per il Governo però siamo di fronte a una grande vittoria, anche perchè la riduzione del personale è una delle condizioni chiave della trattativa tra il vettore degli Emirati Uniti, Etihad, e l’Alitalia. Una richiesta sulla quale i sindacati avevano alzato un muro. Con successo. E adesso per il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi l’intesa non ha più ostacoli.

Lupi canta vittoria
Più nel dettaglio, per 250 assistenti di volo Alitalia ed Etihad hanno assicurato la possibilità di fare contratti di solidarietà, mentre altri 1.020 lavoratori verranno ricollocati in altre aziende, anche se al momento non si sa quali. I 980 che invece andranno in mobilità potranno comunque usufruire del contratto di ricollocamento, previsto dalla legge di stabilità. Perderanno circa il 20% del salario, che però percepiranno per 4 anni, e saranno accompagnati verso un altro impiego. Alla fine così Alitalia avrà 2000 dipendenti in meno, ma i costi di questa ristrutturazione non saranno degli azionisti della compagnia italiana o meglio dell’acquirente arabo, bensì dello Stato. C’è da scommetterci che i competitor sui cieli d’Europa – Lufthansa e British Airways in testa – su una tale modalità faranno fuoco e fiamme per bloccare a Bruxelles una fusione italo-araba dove si sente sempre di più l’odore dei vietatissimi aiuti di Stato.

Poletti
Il Governo però va avanti lo stesso. Per gli esuberi Alitalia, infatti, verrà sperimentato per la prima volta il contratto di ricollocamento previsto dalla legge di Stabilità. Ad annunciarlo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha aggiunto che esiste già uno stanziamento di 15 milioni di euro. Questo contratto consente a chi è in mobilità di “fare un accordo con le agenzie del lavoro in questo caso del Lazio, con obblighi precisi per i lavoratori, l’agenzia e le istituzioni. Temi che il 22 luglio Lupi andrà a spiegare in Europa ai commissari Almunia e Kallas. In ballo c’è il futuro della nostra compagnia, ma anche un’opportunità di investimento in Italia di 1,2 miliardi di euro.