Una marcia di protesta diventa guerra civile a Dallas, uccisi cinque agenti di polizia. C’erano cecchini appostati

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

L’odio razziale è sfociato in una vera e propria guerra per le vie della città di Dallas, in Texas. Con tanto di cecchini in azioni, soltanto che il mirino delle loro armi era puntato contro le forze di polizia. Il teatro del farwest una manifestazione organizzata sotto l’insegna del movimento Black Lives Matter. Una manifestazione per protestare contro gli ennesimi casi di afroamericani ammazzati dalla polizia. Uno a Baton Rouge, in Louisiana, e l’altro nei sobborghi di Minneapolis, in Minnesota. Il bollettino di guerra finale parla di cinque agenti uccisi e altri sette feriti (tre in gravi condizioni).

I RESPONSABILI – La situazione è stata talmente grave da richiedere l’intervento del reparto speciale anti-terrorismo. Tre persone sono state fermate, tra queste anche una donna. Un quarto sospettato è rimasto ucciso, a quanto pare, per mano di un robot bomba mandato dalla polizia dopo ore di negoziati. Si tratta della prima volta che viene utilizzato un concegno del genere. Il cecchino, ucciso dalla polizia, si chiamava Micah Johnson, 25 anni. Non apparteneva – riferisce la polizia – a gruppi terroristici e voleva uccidere bianchi, specialmente poliziotti. Secondo diversi media statunitensi, tra i quali la Cnn, Johnson era simpatizzante delle Pantere nere, il movimento militante nero fondato nel 1966 da Bobby Seale e Huey Newton contro la brutalità della polizia e il razzismo.

ALLERTA MASSIMA – Per garantire l’ordine pubblico era stato predisposto l’impiego di centinaia di poliziotti lungo le strade di Dallas. Ma nessuno poteva prevedere la strategia di alcuni estremisti: tre, forse quattro, cecchini si erano appostati in alcuni palazzi e hanno aperto il fuoco sugli uomini in divisa. “Volevano ferire o uccidere il più alto numero possibile di poliziotti”, ha dichiarato il capo della polizia David Brown, fornendo un primo resoconto della terribile serata. Immediatamente sul posto sono giunti gli artificieri, allarmati dalla possibile presenza di pacchi bomba. La marcia, inizialmente, era stata pacifica con migliaia di persone che si stavano dirigendo verso la City Hall, la sede del Comune cittadino. La polizia era schierata per scongiurare eventuali attacchi ad attività commerciali o luoghi istituzionali. Oltre a qualche coro ingiurioso rivolto agli agenti non c’era stata particolare tensione. Ma, intorno alle 21 (ora locale), è scoppiato l’inferno con le prime esplosioni di colpi diretti verso i poliziotti, dando il via a una notta da incubo in un clima di guerra civile.

IL TIMORE – Allerta massima in tutti gli Stati Uniti. Si temono ulteriori ripercussioni. L’ondata di proteste per la morte dei due afroamericani per mano di agenti ha prodotto proteste in diverse città americane. Da Chicago a New York i manifestanti sono scesi per le strade al grido di “Mani in alto, non sparare”. Un problema razziale che non potrà essere ignorato dal successore di Obama.

Il video dei fatti di Dallas

https://www.youtube.com/watch?v=SZFxoQVDwFY