Una voce libera sempre più forte. Da 8 anni cresciamo con i nostri lettori. La Notizia taglia un altro importante traguardo. Grazie a tre valori: libertà, credibilità e onestà nel racconto

La Notizia
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Se puoi sognarlo puoi farlo è una celebre frase di Enzo Ferrari, il genio dei motori che quasi senza mezzi mise su una casa automobilistica che ha innovato e vinto tutto quello che c’era da vincere nel mondo. Una bella lezione per chi – pur senza il talento del Drake – sente che le vecchie regole stanno cambiando ovunque e mai tanto velocemente, con la comunicazione a fare da propulsore di gigantesche trasformazioni sociali, politiche e culturali. Perciò tutto quello che è editoria – dai giornali tradizionali ai social, passando per la radio, la televisione, la rete internet, fino alla pubblicità sui muri e dinamica, sui telefonini e con il passa parola – si sta evolvendo in modi che gli stessi addetti ai lavori faticano a comprendere.

Le novità tecnologiche sono importantissime, è chiaro, ma a fare la differenza sono aspetti decisamente più umani: l’onestà nel racconto, la libertà da interessi economici e ideologie, la credibilità di chi scrive. Skill che per la quasi totalità degli editori e dei giornalisti italiani sono irraggiungibili, nel primo caso perché i portatori di interessi economici hanno sempre usato la stampa per farsi gli affari loro, mentre per quanto riguarda gli operatori dell’informazione non c’è bisogno di sprecare troppe parole, vista la generale consuetudine ad attaccare il carro dove vuole il padrone.

LA NOVITA’. Per questo in Italia non c’è affatto un deserto, bensì una prateria per chi vuole fare del buon giornalismo. E per questo il 12 marzo di otto anni fa è nata La Notizia, riuscendo ad affermarsi e a crescere nonostante l’assoluta disparità di mezzi con testate immensamente più grandi e “protette” dal sistema. Le spalle coperte da industriali, banche e partiti politici, non sono più, infatti, l’assicurazione sulla vita dei soliti giornali, ma la zavorra che li affonda e che nel tempo farà spazio a chi saprà essere libero, sincero e corsaro. Noi, come il Fatto quotidiano, La Verità, Dagospia e poco altro siamo oggi tra le letture più ricercate, magari di nascosto da parte di chi una volta portava il Corsera e Repubblica sotto braccio e ora non li sfoglia neppure, però resta ancorato a un certo modello di informazione.

Il motivo di questa attenzione sta nel fatto che non ci tiriamo indietro dal descrivere le pulsioni del Paese, la rabbia che cova sotto la montagna delle diseguaglianze, ora moltiplicate dalla pandemia, la voglia delle persone di riforme e di pulizia. Lo so, per far questo saremo politicamente scorretti e non ci inviteranno a dire la nostra sui palcoscenici dell’establishment. Il Tg1, Porta a Porta, Fazio, ecc. mai una volta hanno parlato di questo giornale o ci hanno ospitato, nonostante tanti anni di pubblicazione, mentre tanti tromboni pontificano in ogni trasmissione, senza che nessuno gli chieda conto del fallimento dei loro fogli malgrado centinaia di milioni di euro del contributo pubblico, o del crollo delle vendite delle rispettive testate, ripianato ogni anno dai soliti influenti editori. Senza queste vetrine sul grande pubblico, abbiamo fatto da soli quello che si è potuto, e tanti ottimi giornalisti con noi negli anni – non tutti! – hanno fatto enormi sacrifici per far crescere la nostra voce, diventata sempre più forte e oggi al traguardo del nono anno di pubblicazione.

IL NOSTRO IMPEGNO. Per chi si ferma alla vernice, La Notizia è un giornale grillino, manettaro, populista, ma se si va più a fondo è chiarissimo che le cose non stanno così. Partendo dalla premessa che questa testata non solo non riceve, ma nemmeno chiede il finanziamento pubblico, la nostra stella polare è la spinta alle riforme. Viviamo in un Paese bloccato dalle rendite di posizione, da un manipolo di privati spregiudicati che con le loro lobby hanno spolpato il pubblico, dove il merito non conta, dove si può far carriera (e fino a un certo punto) solo se si fa parte dei giusti circoli di potere, come qualche sera fa ha detto Bersani per spiegare il motivo della caduta del Governo Conte e l’arrivo di Draghi. Un panorama di fronte al quale è più comodo stare alla finestra, ma che tante persone hanno sinceramente voglia di cambiare se solo si trovassero tra loro, magari riconoscendosi in un giornale.

Ecco, La Notizia vuole essere questo giornale, consapevoli che molti elettori Cinque Stelle ci leggono volentieri non perché gli lisciamo il pelo, ma perché abbiamo gli stessi obiettivi in comune. Quindi non c’è alcuna deriva giustizialista, ma la difesa della legalità e la guerra senza compromessi ai privilegi, da quelli della casta dei parlamentari ai colletti bianchi, mai costretti a sudare freddo come avvenuto con l’abolizione della prescrizione imposta dai 5S e dal loro ministro Bonafede. Colpi furibondi a un’Italia marcia dentro, eppure ancora saldamente ancorata nelle istituzioni politiche, economiche e culturali. Per questo non stupisce che Bonafede non sia più a via Arenula, quanto piuttosto il lungo periodo in cui c’è riuscito a stare. La voglia di futuro dei nostri giovani, di lavoro, di un welfare dignitoso, sono il sogno di milioni di cittadini, cioè del popolo di cui i partiti si ricordano solo dopo aver pensato alle poltrone.

Una vergogna che persino l’ex segretario del Pd Zingaretti ha voluto denunciare lasciando l’incarico a via del Nazareno, e che invece La Notizia grida dal primo giorno di pubblicazioni, senza paura di essere considerati per questo populisti: per noi più che un’offesa un onore. Ora tutto questo sarebbe rimasto un sogno se non ci fossero state persone coraggiose che ci hanno dato una mano, i nostri piccoli investitori, i giornalisti che da noi lavorano il doppio guadagnando la metà, gli inserzionisti pubblicitari più corretti e intelligenti (alcuni puniscono le nostre inchieste escludendoci dalle loro pianificazioni) e molti lettori, compresi dei generosi sottoscrittori di contributi liberali che ci inorgogliscono per tanto apprezzamento.

A tutti, compreso lo stampatore, i distributori, gli edicolanti, i tecnici delle piattaforme digitali, la redazione, i collaboratori, la nostra concessionaria di pubblicità Ready To, le trasmissioni televisive anche di idee diverse che ci invitano, desidero porgere qui il mio ringraziamento. Da oggi entriamo nel nono anno di pubblicazioni, ma siamo già nel cuore e nella mente di tante persone che ci seguono. E con cui abbiamo un viaggio da fare insieme. Speriamo ancora lungo. E che porti al traguardo che sogniamo: un Paese migliore.

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di Gaetano Pedullà

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