Un’altra bastonata per Proto

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La Consob ha comminato ad Alessandro Proto e alle sue società Pa Group e Proto Organization, sanzioni per 4,5 milioni che, sommate a una precedente di 400 mila euro portano il conto a 4,9 milioni. Il finanziare, che entra così nella classifica dei più multati alle spalle dei Ligresti e dei Burani, viene punito per le false informazioni fornite al mercato, da fine 2010 a inizio 2013, su una serie di società quotate.

Il comunicato di Proto Organization

ALESSANDRO PROTO: MULTA DELLA CONSOB FUORI DA OGNI LOGICA.
SE SONO COLPEVOLE DI QUALCOSA, ALCUNI GIORNALISTI PREZZOLATI SONO MIEI COMPLICI

Avevo scelto la strada del patteggiamento, con tutte le conseguenze del caso, per abbassare i toni e far scendere quel clamore mediatico intorno alla mia persona. Lo sanno tutti che in italia se avessi affrontato un processo come il mio, sarebbe andato in prescrizione, ma questo avrebbe voluto dire riaccendere quella luce che ho cercato in tutti i modi INVANO di spegnere.
La multa della Consob è una cosa assolutamente fuori da ogni logica, anche perché, come loro stessi dicono, l’attività che secondo loro sarebbe stata fraudolenta andava avanti dal 2010 e la prima volta che sono stato sentito dalla Consob è stato 3 anni dopo, dopo  una miriade di dichiarazioni, e solo dopo le dichiarazioni su RCS e PRIMA di aver dichiarato di aver superato la fatidica soglia del 2%. Sono stato sentito una volta sola e solo ed esclusivamente su RCS.
Ma non è una novità, lo sanno tutti che la Consob fa un po fatica a svegliarsi, visti tutti i dissesti e disastri finanziari che sono successi e stanno succedendo tutt’ora in Italia.
Da quello che mi si imputa si evince pero’ una cosa. Che a quanto pare il sistema fraudolento che avrei messo in piedi, dichiarazioni false per far aumentare i prezzi delle azioni e poi trarne profitto, non avrei mai potuto farlo da solo. Le dichiarazioni non venivano scritte sui muri. Venivano riportate dai piu’ importanti giornali italiani e molti giornalisti di questi importanti giornali italiani hanno amplificato consapevolmente questa cosa. Io lanciavo solo sassolini, il resto lo facevano loro.
Quando sul Corriere, per citare un caso fra centinaia (non c’entra Consob ma per far capire il meccanismo), escono articoli dove si accosta il mio nome a Alan Friedman (ops), la famiglia Berlusconi (ops) nel 2011 (ops) e altri, con loro dichiarazioni per pubblicizzare la loro villa (invendibile ai prezzi da loro richiesti) e citano il sottoscritto e/o mie società come l’intermediario dell’affare non suona strano?
Io non ho il potere di far uscire certi articoli.
Per questo la CONSOB, deve cercare i miei complici fra i vari giornalisti italiani che ripeto, consapevolmente, hanno alimentato questo sistema tipo Lupo di Wall Street.