Ungheria blindata per fronteggiare l’assedio dei profughi. L’invasione dal confine serbo. E Budapest valuta l’intervento dell’esercito

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Emergenza migratoria in Europa. Adesso l’Ungheria valuta se utilizzare l’esercito per mettere in sicurezza il suo confine meridionale preso d’assalto. Al confine con la Serbia la polizia ungherese ha sparato lacrimogeni per contrastare circa 200 migranti che si rifiutavano di farsi schedare e cercavano di lasciare il centro di Roszke, nei pressi dell’unico valico rimasto alla frontiera dove l’Ungheria sta ultimando il ‘muro’ di filo spinato. Solo nella giornata di ieri sono giunte in Ungheria 2.500 persone: siriani, afghani e pakistani.

EMERGENZA ALLO STATO PURO
Anche in Macedonia è emergenza. Lì dalla Grecia ne entrano 3mila al giorno. Per la prima volta la cancelliere tedesca Angela Merkel ha visitato un centro di accoglienza, in Sassonia ed è stata accolta da fischi e urla. In tv la cancelliera aveva definito “vergognoso” l’attacco compiuto da neonazisti al centro accoglienza. Il presidente tedesco Joachim Gauck, invece, ha visitato un altro centro di accoglienza, a Berlino, e aveva denunciato “la cupa Germania” dietro la serie di attacchi xenofobi di ispirazione neo-nazista avvenuti negli ultimi giorni. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, risponde a muso duro a Germania e Francia che avevano sollecitato il nostro Paese: “L’Italia fa quel che deve e anche molto di più”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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