A mercati europei ancora chiusi, UniCredit ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di scambio (Ops) finalizzata a superare il 30% di Commerzbank. Dietro l’operazione c’è la regia dell’amministratore delegato Andrea Orcel, che da mesi gioca una partita sottile sul terreno bancario tedesco, non tanto per conquistare l’istituto tedesco, ma per sedersi al tavolo con più peso.
A dirlo è lo stesso vertice della banca italiana, secondo cui “non miriamo ad acquisire il controllo, ma intendiamo avviare un dialogo costruttivo con Commerzbank e con tutti gli stakeholder”
La soglia del 30%: il vero nodo
Come noto, al momento UniCredit possiede già circa il 26% della banca tedesca, oltre a un altro 4% attraverso derivati. Per salire ulteriormente, come previsto dalla normativa tedesca, è necessario il lancio di un’offerta pubblica rivolta a tutti gli azionisti.
Per questo è stata lanciata l’Ops dal gruppo di Piazza Gae Aulenti, con l’operazione – attesa all’inizio di maggio – da 0,485 azioni UniCredit per ogni titolo Commerzbank, con un valore stimato per la banca tedesca che si aggira intorno ai 30,8 euro per azione. Un’indicazione di massima perché, come noto, il prezzo definitivo sarà stabilito dalla vigilanza tedesca, la BaFin.
L’analisi di Axiom Alternative investment
Alla loro riapertura, come prevedibile, i mercati hanno subito reagito. A Piazza Affari il titolo UniCredit scivola di circa il 2%, mentre a Francoforte Commerzbank corre oltre il 4%. Secondo l’analisi di Axiom Alternative Investments, l’offerta appare quasi “tecnica” per conformarsi alle regole tedesche sulle acquisizioni, ma sotto la superficie si intravede qualcosa di più. Infatti, secondo questa analisi, dimostra che a UniCredit “non rinunciano alle loro ambizioni in Germania”.
Il gruppo con questa operazione intende “gestire la questione del codice tedesco sulle acquisizioni, dato che Unicredit è vicina al raggiungimento della soglia del 30% con il regolamento fisico dei derivati. Il premio modesto (4%) conferma quanto dichiarato: non prevedono di raggiungere il controllo (presumiamo che ciò significhi oltre il 50%) e riteniamo che, con quel premio, non supereranno di molto il 30%. Una volta conclusa questa offerta – conclude Legras in una nota di commento – avranno maggiore libertà di acquistare sul mercato, quindi si tratta anche di una leggera pressione per portare la parte tedesca al tavolo delle trattative”.