Unicredit resta senza guida. Ghizzoni lascia senza strappi. Ma il nuovo Ad si conoscerà solo tra 2 settimane

di Carola Olmi
Economia

Dopo 36 anni finisce il matrimonio tra Unicredit e Federico Ghizzoni, che da cinque anni e mezzo era l’amministratore delegato della seconda banca italiana. Ma non si sa ancora chi prenderà il suo posto e questo non è esattamente una splendida figura per i grandi azionisti, divisi come non mai. Il consiglio di amministrazione di ieri aveva all’ordine del giorno un solo punto, “comunicazioni del presidente e dell’amministratore delegato”, e in due ore ha prodotto la decisione che il mercato si aspettava da almeno due settimane. La nota ufficiale emessa al termine recita un salmo privo di asperità: “Il cda di Unicredit e Federico Ghizzoni hanno constatato che che sono maturate le condizioni per un avvicendamento al vertice” e il banchiere piacentino avrebbe per tanto dato la propria disponibilità “a definire, assieme al presidente Giuseppe Vita, un’ipotesi di accordo per la risoluzione del rapporto”. Si parla di una cifra che potrebbe sfiorare anche i 10 milioni di euro, visto la considerevole anzianità aziendale di Ghizzoni.

IL LIMBO – L’amministratore delegato uscente manterrà tutti i poteri e le deleghe fino a quando verrà individuato il suo successore. Ed è questa la vera notizia del giorno, visto che c’era chi scommetteva su un blitz con la nomina del nuovo capo azienda. Invece bisognerà aspettare almeno fino al 9 giugno, data del prossimo consiglio. Per altro sulla banca ci sono alcuni nuvoloni neri. Alcuni analisti sostengono che ci vorrebbe un’iniezione di capitale fresco da almeno 5 miliardi, mentre il grosso degli azionisti, dalle fondazioni a Francesco Gaetano Caltagirone, passando per gli arabi di Aabar, puntano su un robusto programma di tagli e vendite di partecipate nell’Europa dell’Est. In ogni caso, dall’inizio dell’anno il titolo ha perso in Borsa circa il 40% del proprio valore. Insomma, anche alla luce della opposta performance di Intesa Sanpaolo, non ci sarebbe molto tempo da perdere. Del resto, anche a silurare (educatamente) Ghizzoni, ci sono voluti tempi biblici, visto che se ne parlava da 6 mesi almeno. Per la sua sostituzione sono al lavoro i cacciatori di teste. In lizza rimangono sempre Marco Morelli, di Bank of America, Flavio Valeri di Deutsche Bank e Sergio Ermotti di Ubs. Alcuni soci stanno pensando anche ad Alberto Nagel, Ad di Mediobanca, che però è azionista di peso di piazza Gae Aulenti. E insomma, un conflitto ce l’avrebbe.