Borse di studio, universitari in guerra

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Antonello Di Lella

Studenti universitari sul piede di guerra anche in Campania. Sulla scia del successo ottenuto al Tar dai colleghi del Piemonte, gli studenti campani sono pronti a dare battaglia per ottenere dalla Regione i soldi delle borse di studio, che l’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adisu), nel 2012 ha stanziato solo in minima parte rispetto a quanto previsto, e dovuto. L’Adisu, infatti, ha erogato solo pochi spiccioli rispetto a quei fondi versati dagli studenti tramite tassa regionale per il diritto allo studio, e vincolati per legge al pagamento delle borse di studio universitarie. E la tassa ha subito anche un salasso vero e proprio con un aumento del 125%: da 62 a 140 euro l’anno. Ma di quella cifra oltre il 50%, precisamente il corrispettivo di 78 euro a studente, è stato trattenuto dalla Regione, guidata dal governatore Stefano Caldoro, per coprire i buchi di bilancio dell’Ente. Ora sono in partenza due esposti, uno alla Corte dei Conti e uno alla Procura della Repubblica, per provare a ottenere quei soldi bloccati e negati al diritto allo studio.

Il precedente
Solo una settimana fa il Tar ha condannato la regione Piemonte alla restituzione di 2 milioni di euro sottratti agli universitari e forti di questo precedente gli studenti campani ora sono tornati alla carica chiedendo la restituzione di 13,6 milioni di euro. A fare i conti c’ha pensato l’Udu, il sindacato degli studenti universitari. “E’ vergognoso che, dopo il Piemonte, anche la Campania abbia sottratto indebitamente soldi agli studenti per coprire i buchi del bilancio regionale”, ha commentato Lorenzo Fattori, coordinatore provinciale dell’Udu di Napoli, “è stato sufficiente verificare le graduatorie per le borse di studio dell’anno 2012/2013 per accertare che solo 62 euro su 140 sono stati utilizzati per le borse di studio”. Per quanto riguarda i fondi restanti ha spiegato l’Udu, al ministero sarebbero stati dichiarati solo 10.341.036 euro finalizzati all’erogazione delle borse a fronte di un introito totale che doveva essere pari a 23.946.300 euro (somma ottenuta moltiplicando il numero degli iscritti delle università campane per l’importo della tassa regionale). Dai calcoli quindi sarebbero esattamente 13.605.264 euro i fondi sottratti all’istruzione universitaria. Con solo il 27% degli studenti idonei che riceve una borsa di studio.

S