Presidenziali Usa, democratici uniti per fermare Trump. Gli appelli di Michelle Obama, della Warren e di Sanders fermano i fischi alla Clinton

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Alla fine il dissenso è stato domato e l’unità dei democratici è stata ritrovata. Può tirare un sospiro di sollievo la candidata dem alla Casa Bianca Hillary Clinton che a inizio giornata era stata anche fischiata. Decisivi tre interventi a suo favore come quelli di Michelle Obama, la senatrice Elizabeth Warren, e naturalmente di Bernie Sanders che sotterrata l’ascia di guerra ha sostenuto quella che fino a qualche settimana fa è stata la sua sfidante.

“Si è più forti insieme”, questo il motto scritto su tantissimi cartelloni all’interno del Wells Fargo Center di Philadelphia. Significativa anche l’esibizione di Paul Simon che ha cantato “Bridge over Troubled Water” (quelle acque che non devono dividere Hillary e Bernie) poi l’intervento del senatore Cory Booker, che ha ricordato che a Philadelphia è stata firmata la dichiarazione di indipendenza 240 anni fa. Unione nonostante lo scandalo email che ha portato alle dimissioni della presidente, Debbie Wasserman Schultz.

Non c’è dubbio che l’intervento più atteso di tutti era quello di Sanders che salito sul palco della convention non ha esitato ad affermare: “Hillary Clinton deve diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti. Sarà un presidente eccezionale ed io sono orgoglioso di sostenerla”. Poi il riferimento allo sfidante repubblicano: “Mentre Donald Trump è impegnato a insultare un gruppo dopo l’altro, Hillary Clinton capisce che la nostra diversità è uno dei nostri maggiori punti di forza. E’ stata avviata iato una rivoluzione politica per trasformare l’America e quella rivoluzione, la nostra rivoluzione, continua”.