Salvini usa toni forti sui vaccini. D’Anna (Ordine Biologi): “Lo Stato non può obbligare nessuno. I cittadini non sono sudditi. Big Pharma fa business, le istituzioni devono fare ricerca”

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“I vaccini non sono inutili”, ma lo Stato non può obbligare nessuno perchè “i cittadini non sono sudditi”. Vincenzo D’Anna è uno che ha sempre detto quello che pensa in modo chiaro e diretto. Sia quando era senatore (in quota Ala), sia da presidente dell’Ordine dei Biologi. “Dire che i vaccini sono nocivi è un’estrapolazione senza senso. Ma polemica – spiega a La Notizia – è fuorviante”.

In che senso?
Che i vaccini possano essere in certi casi pericolosi è da accertare. Un eminente virologo, Giulio Tarro, in un suo saggio ha definito la questione: ci sono alcuni vaccini che sono opportuni, altri che sono opinabili, qualcuno è anche dannoso. Parlare di vaccini tout-court è sempre sbagliato. È qualunquismo e nulla più.

Resta, però, l’obbligo vaccinale.
A riguardo sono netto: in virtù dei dettami costituzionali, le terapie sanitarie non possono mai essere obbligatorie. Anche qui, decidiamo: una volta questa Costituzione è la più bella del mondo e non la si può toccare, altre volte la si vuole infrangere violando i diritti soggettivi.

vincenzo d'annaQuindi lo Stato cosa dovrebbe fare?
Guardi, io non credo che i genitori vogliano il male dei propri figli. Lo Stato ha l’obbligo di essere convincente, spiegando le ragioni dei vaccini anche a chi è recalcitrante. La gente ha paura. Ma la paura non si vince con l’obbligo. Anche perché c’è un’altra questione fondamentale e sottovalutata.

Quale?
Noi non conosciamo la reale portata degli eventi avversi perché non abbiamo ancora un’anagrafe vaccinale, nata solo dopo il decreto Lorenzin. Dunque non siamo in condizioni, rispetto ad una vaccinazione di massa, di contare il numero e la gravità degli eventi avversi. Al di là dei dati parziali che il Codacons ha strappato a botte di sentenze all’Aifa che li serbava gelosamente e che ci dicono che le reazioni avverse sono state più di 25mila e di queste 5-600 sono state molto gravi, sappiamo poco.

Ed è qui che dovrebbero intervenire le istituzioni?
Sul punto ho fatto una battaglia dura in Parlamento, che tuttavia è stata strumentalizzata dai Burioni di turno che fanno gli iper-vaccinisti per interessi scientifici e spero solo scientifici. Uno Stato che si rispetti fa di tutto per accertare se quello che viene ipotizzato essere un elemento di danno, lo sia veramente.

In che modo?
Se all’interno di questi vaccini alcuni studi hanno evidenziato la presenza di nanoparticelle o metalli pesanti, se altri hanno mostrato la correlazione di patologie, deficit neurologici e queste particelle, uno Stato che si rispetti non può dire “non fa niente perché sono presenti in minima quantità”.

Sarebbe una negligenza pericolosa…
Esattamente. Questa non è una certezza, è un’ipotesi di lavoro. Ma il principio di cautela vuole che lo Stato avvii una sperimentazione, con i soldi suoi. E non si avvalga delle ricerche o delle cause farmaceutiche o di chi viene finanziato dalle case farmaceutiche.

C’è il rischio, insomma, di un interesse di Big Pharma?
Io non ci vedo complottismo. Ma le case farmaceutiche, se devono modificare una linea di produzione, devono fare investimenti di milioni di euro ed è chiaro che sono resistenti a farlo. Ma lo Stato, che non è mosso da un carattere lucrativo ha il compito e l’onere morale e statuale di fare tali ricerche.

E invece cos’è accaduto?
Il ministero della Salute, il Consiglio superiore di Sanità e l’Aifa si sono mossi con grande superficialità perché si sono fermati ai dati sulla innocuità delle case farmaceutiche.

E Big Pharma ne ha approfittato?
Guardi, come le dicevo non ci vedo complottismo o malvagità, ci vedo semplicemente un’ottica di mercato. Non mi tornano i conti quando è lo Stato che non si fa carico di sciogliere questi nodi.

Cosa consiglia alla ministra Grillo?
L’istituzione politica si dovrebbe muovere rispettando la Costituzione e gli stessi cittadini, che non sono sudditi da coercire ma cittadini da rispettare anche nelle loro foibe.

E le istituzioni scientifiche?
Queste, dal Consiglio superiore di sanità all’Aifa, risentono di nomine politiche e quindi sono assoggettate alla vulgata politica del ministero. Guardi che stiamo vivendo un periodo di Inquisizione e in questo c’è un’altra violazione della Costituzione che vorrebbe libere l’arte e la scienza. Le pare una cosa seria questa? Siamo tornati a Galileo.

E dunque?
La politica non deve cedere a questi ricatti, lasciando autonomi gli organi di supporto e di ricerca.

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di Gaetano Pedullà

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