La catastrofe della campagna vaccinale in Lombardia: Fontana e Moratti da cacciare. Salvini: “Bisogna cambiare”. Sì, cacciando la Lega

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La campagna vaccinale della Lombardia è una catastrofe. La Regione guidata dal leghista Attilio Fontana e che ha come assessore alla Sanità Letizia Moratti ieri ha fatto il bis a Cremona: erano 600 le dosi a disposizione, ma soltanto 58 cittadini si sono presentati ieri mattina all’hub di CremonaFiere per la somministrazione del vaccino. Ancora una volta per un problema relativo alle prenotazioni gestite da Aria, la società controllata al 100% da Regione Lombardia.

La catastrofe della campagna vaccinale della Lombardia: Fontana e Moratti da cacciare

Il bello è che la stessa cosa è successa sabato 20 marzo: medici, infermieri e volontari tutti mobilitati per garantire il numero di dosi programmato e solo 80 utenti presenti invece degli attesi 600. Proprio la Moratti era andata all’attacco di Aria, l’azienda gestita dalla Regione, sabato sera dopo il flop. “L’inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per vaccinare. È inaccettabile! Grazie agli operatori che si prodigano vaccinando comunque 30mila persone al giorno e grazie ai cittadini lombardi per la pazienza”, aveva scritto in un tweet l’assessora.

Il fallimento di ieri è lo stesso che aveva creato il caos sabato: il mancato invio degli sms da parte di Aria. Un problema al sistema di avviso agli utenti che si erano prenotati sulla piattaforma. A differenza del giorno prima, però, quando l’Azienda socio sanitaria territoriale aveva invitato attraverso messaggi whatsapp la popolazione over 80 e il personale scolastico a recarsi a fare la vaccinazione, oggi il messaggio è stato opposto. Ovvero nessuno deve raggiungere la Fiera senza prenotazione. Asst ha quindi gestito in prima persona le chiamate, sulla base dei nominativi di chi aveva aderito alla campagna, e alla fine è riuscita comunque a vaccinare oltre 600 cittadini.

E non si tratta di episodi isolati o che riguardano soltanto una zona in particolare. Soltanto la scorsa settimana al centro vaccinale Niguarda di Milano si erano presentati 900 anziani per la vaccinazione degli over 80. Ma soltanto seicento hanno potuto ricevere l’immunizzazione. E non finisce qui la catastrofe lombarda. Nelle regioni le dosi somministrate (fra prime e seconde) sono l’80,2% di quelle consegnate, ovvero 7,676 milioni su 9,577. Ma il ritmo di vaccinazione dei cittadini è diverso da regione a regione e cambia anche per le province autonome.

Vaccini: le regioni in ritardo sono tutte di centrodestra

Quella di Bolzano ha vaccinato l’89,1% degli aventi diritto. La Sardegna amministrata dal governatore Christian Solinas è al 68,1%. L’isola è la più indietro con le vaccinazioni degli over 80 mentre Trento e Bolzano hanno completato il ciclo degli ultraottantenni per il 30% e Basilicata, Campania e Lazio sono oltre il 20. E chi svetta nella classifica dei ritardi, secondo il sito del governo?

Dopo la Sardegna c’è la Calabria che è al 69,4%, poi la Liguria al 70,2%, e proprio la la Lombardia al 77,4%. Seguita dalla Sicilia al 79,1% l’Umbria al 79,8% e il Friuli-Venezia Giulia al 79,8%. Sopra la media ci sono le regioni come la Basilicata. Nelle vaccinazioni dei più anziani, secondo la Fondazione Gimbe, le ultime in classifica sono Sicilia (due dosi al 10,6% degli over 80 e una al 29,9%), Lombardia (10,2% e 29,1), Abruzzo (8,8% e 36,2%). Poi c’è la Puglia (8,4% e 36,7%), malissimo Calabria (6,9% e 33,3%), Toscana (51,1% e 22,3%) e ancora la Sardegna (2,6% e 26,9%).

I consiglieri regionali di Pd e Movimento 5 Stelle sono tornati ad attaccare Palazzo Lombardia. “L’ennesimo flop” ha commentato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Marco Degli Angeli. “Salvini, Fontana e la sua maggioranza chiedano scusa ai lombardi. Aria SpA ha la sua parte di responsabilità, ma non deve diventare paravento dei fallimenti di una Giunta di centrodestra che da più di 20 anni governa, male, il nostro sistema sanitario. Siamo nelle mani del caso, dell’improvvisazione e questo è scandaloso”.

“Ogni giorno un disservizio” ha aggiunto Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd eletto in provincia di Cremona. “E a pagare sono i cittadini. È vergognoso. E il sistema che Regione Lombardia utilizza ed è gestito da Aria, la società voluta dal presidente Fontana e dall’assessore al Welfare Moratti, è costato 20 milioni di euro. Soldi di tutti”. Ancora più duro il deputato M5S Stefano Buffagni: “Lo schifo che sta succedendo in Regione Lombardia sulla gestione delle vaccinazioni e la totale inadeguatezza dei suoi dirigenti di Aria SpA è sotto gli occhi di tutti. La Moratti e Fontana sono fermi a difendere un sistema evidentemente inadeguato. Vanno cacciati gli incapaci che stanno facendo un disastro dopo l’altro. Mi vergogno di questo scempio”.

In tutto questo ieri ha finalmente fatto sentire la sua voce Matteo Salvini.  “Se qualcosa non funziona, si cambia e si migliora”, ha detto in un video su Repubblica.it. Bene, perché un sondaggio di Swg dello scorso 15 marzo dice che Attilio Fontana è al terzultimo posto nel gradimento dei presidenti di Regione, con appena il 33% dei consensi. Un anno fa, prima dell’emergenza coronavirus, aveva il doppio dei consensi. Se bisogna cambiare qualcosa,  è meglio cominciare da lui?

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Bongiorno conflitti d’interesse

Fosse per certi leghisti dovrebbe dimettersi pure Papa Francesco. Quindi che c’è da meravigliarsi se ieri si sono svegliati con la pretesa di cacciare dal governo la sottosegretaria Macina, coriacea esponente dei 5 Stelle passata per le armi senza bisogno di processo per lesa maestà

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