Vaccini, Rezza: “Ora la campagna può entrare nel vivo. L’obiettivo è vaccinare 400-500 mila persone al giorno”

Rezza vaccini
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“La revoca della sospensione del vaccino Astrazeneca è per noi un grande sollievo, dobbiamo dare un’accelerazione forte alla campagna vaccinale, a fronte dei rarissimi eventi avversi abbiamo un’incidenza di Covid 19 particolarmente elevata nel nostro paese, rinunciare alla piena espletazione della campagna vaccinale sarebbe stato e sarebbe dannoso”. È quanto ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezzafacendo il punto sulla campagna vaccinale anti-Covid, dopo l’ok dell’Ema alla ripresa delle somministrazioni del vaccino Astrazeneca (leggi l’articolo).

“C’è stato uno stop cautelativo – ha aggiunto Rezza – di precauzione, prima della sospensione del vaccino Astrazeneca avevamo raggiunto un ritmo sostenuto di vaccinazioni e abbiamo avuto una battuta d’arresto, sappiamo che dobbiamo riprendere quel numero di vaccinazione al giorno, 200 mila, ma raddoppiare, se possibile quel ritmo, ora la campagna di vaccinazione può entrare nel vivo”.

“Credo sia difficile oggi dire quando ciascun cittadino verrà vaccinato – ha detto ancora il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute -, sono state date delle priorità, contestabili per carità, però servono quando le dosi di vaccino sono limitate”.

“Non prevediamo modifiche nelle procedure di vaccinazioni – ha aggiunto – ma abbiamo chiesto all’Agenas di aggiornare la parte che riguarda il consenso informato, non solo per quanto riguarda AstraZeneca ma per renderlo anche più agile”.

“Al fine di evitare una certa conflittualità tra le categorie – ha spiegato Rezza – si è deciso di procedere per fasce di età decrescenti. Decidere ora quando ciascuno cittadino potrà essere vaccinato non credo possa essere parte di un piano vaccinale, dipende dalle dosi disponibili, l’obiettivo è quello di arrivare a vaccinare 400- 500 mila persone”.

Sulle priorità è intervenuto poi il presidente del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli: “Le categorie sono state scelte secondo un principio etico di protezione dei più fragili e più esposti, si tutela di chi è più esposto a sviluppare una forma grave della malattia”.

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