Vanessa vuole tornare in Siria. Tanto mica paga lei i riscatti. La ragazza liberata a spese dello Stato ci riprova. I misteri mai chiariti sul tour delle volontarie

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Se il riscatto per liberare Greta e Vanessa sia stato pagato oppure no non esistono né conferme né smentite. Ma tutti siamo sicuri che lo Stato lo abbia pagato. In dollari, in favori, in chissà cos’altro non ce lo diranno mai, ma di sicuro la liberazione di Greta e Vanessa non è avvenuta per grazia ricevuta. Così come non è avvenuta per grazia ricevuta la liberazione delle due Simone (Torretta e Pari), rapite dieci anni fa in Iraq. E di qualche imprenditore sequestrato dall’Anonima tempo addietro. Chiudiamo un occhio, tanto ormai ci siamo sputtanati abbastanza. Però, per favore, che almeno non ci prendessero in giro. C’è un limite a tutto. Ora perfino un’intervista rilasciata a Repubblica viene messa in dubbio e smentita dalla famiglia di Vanessa. Di sicuro le dichiarazioni della Marzullo hanno indispettito la Farnesina, il ministro Gentiloni, la Croce Rossa e tutti coloro che l’hanno riportata a casa assieme all’amica Greta Ramelli. A cominciare da quei signori dell’Intelligence che hanno concluso la trattativa. Le due volontarie dovevano (e devono!) stare zitte. Punto. Ora le dichiarazioni di una di loro minano il terreno e scatenano le reazioni. Se poi alla polveriera si accende pure la miccia non resta che prepararsi all’esplosione.

IL RITORNO IN SIRIA
«Appena potremo, non so quando, se ci sarà ancora bisogno, e purtroppo è così, in Siria potremmo anche tornarci». Questa frase letta nell’intervista di Paolo Berizzi a Vanessa Marzullo, pubblicata da Repubblica, ha fatto saltare tutti dalla sedia. Volete tornare in Siria? Fatevi un’assicurazione a vostre spese che comprenda tutti i rischi del caso. Lo Stato italiano ha già dato. Questo è il primo pensiero di chi ha sale in zucca, e seppure non lo dica espressamente, questo è pure il pensiero del ministro Gentiloni. Le sue dichiarazioni a caldo del tipo: «Dobbiamo difendere i giovani che come Vanessa e Greta fanno volontariato e hanno voglia di aiutare» sono parole di facciata, pronunciate davanti ai microfoni. Se soltanto le due volontarie dovessero riprovarci il ministro sarebbe capace di rapirle lui, pur di non ritrovarsi in una situazione come quella passata.

LE REAZIONI
Sulla questione Giorgia Meloni e Matteo Salvini non hanno peli sulla lingua e ci vanno giù pesante. «Vanessa e Greta vogliono tornare in Siria? Prima restituiscano agli italiani tutti i soldi che lo Stato ha speso per loro. E, vista la scelta consapevole delle due, in caso di un altro rapimento mi auguro che il Governo non voglia pagare un nuovo riscatto», ha postato la Meloni. «Possiamo aprire una sottoscrizione per pagare loro il biglietto di sola andata?», ha detto il leader della Lega a Radio Padania. «Perseverare è diabolico – ha aggiunto Salvini – Non so se ci sono o ci fanno. Ragazze, fate le volontarie sotto casa vostra e se volete andare in zona di guerra firmate una bella liberatoria. E qualsiasi cosa vi capiti arrangiatevi: i cittadini italiani non devono rimetterci più un solo centesimo».

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di Gaetano Pedullà

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