Vaticano, superconsulenza a Ernst & Young

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Nell’operazione di trasparenza e pulizia dei conti il Vaticano adesso si affida pure alla multinazionale Ernst & Young. La società, in particolare, avrà il compito di passare al setaccio e verificare il sistema degli appalti del Governatorato della Santa Sede. D’altronde lo scandalo Vatileaks era iniziato proprio a seguito della pubblicazione di lettere di denuncia su presunte irregolarità negli appalti della struttura inviate in via riservata a Papa Benedetto XVI e al suo segretario di Stato Tarcisio Bertone dall’allora numero due del Governatorato, monsignor Carlo Maria Viganò. Nel coinvolgimento di Ernst & Young, peraltro, spunta il ruolo di Francesca Chaouqui, la giovane consulente scelta come unica componente italiana della Comissione istituita qualche mese fa sulle finanze vaticane. La Chaouqui, infatti, vanta un recente passato come responsabile delle relazione esterne proprio di Ernst & Young. E ieri la stessa Santa Sede ha precisato che i risultati dello screening della multinazionale dovranno poi essere sottosposti alla Commissione nella quale siede la medesima Chaouqui. Ad ogni modo questo può essere considerato un po’ il terzo passo fondamentale compiuto dal Papa per mettere ordine nei conti e nel patrimonio del Vaticano. Mesi fa, infatti, era stato assegnato al gruppo americano Promontory il compito di svolgere una due diligence sullo Ior e sull’Apsa. Nel primo caso si tratta della banca vaticana, nel secondo della struttura che provvede all’amministrazione del patrimonio mobiliare (investimenti) e immobiliari della Santa Sede. Inutile dire che entrambe, nel recente passato, esattamente come il Governatorato sono state investite da scandali e polemiche sulla gestione delle loro attività. Basti pensare, ma solo per fare un esempio tra i tanti che potrebbero essere fatti, alla defenestrazione dallo Ior dell’ex presidente Ettore Gotti Tedeschi, una pagina particolarmente movimentata nella storia della finanza vaticana che ancora oggi sta producendo strascichi polemici a non finire. Ma Bergoglio adesso, grazie all’ausilio di Promontory ed Ernst&Young, sta cercando di vederci chiaro. Compito che al di là delle intenzioni rimane difficile per diverse resistenze interne al Vaticano.