Vent’anni al picconatore folle di Milano

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dalla Redazione

Lo scorso 11 maggio aveva ucciso a Milano tre passanti a colpi di piccone. Adesso il ghanese Mada Kabobo dovrà scontare vent’anni di carcere. Lo ha deciso il gup Manuela Scudieri che gli ha riconosciuto la semi-infermità mentale. Il gup ha anche disposto per lui 3 anni da passare in una casa di cure e custodia come misura di sicurezza dopo l’espiazione della pena.

«In qualsiasi altro Paese, come negli Stati Uniti, Kabobo sarebbe stato condannato alla pena di morte o all’ergastolo». Esprime amarezza Andrea Masini, il figlio di Ermanno Masini, una delle vittime delle picconate, subito dopo la lettura della sentenza con cui è stato condannato a vent’anni di carcere e a tre anni di casa di cura e custodia Adam Kabobo. «Non ce l’ho con il giudice, che era obbligato a pronunciare questa sentenza, visto il riconoscimento della semi infermità mentale e il rito abbreviato, ma ce l’ho con lo Stato italiano che fa entrare i clandestini e non li segue», spiega Masini.

«Era le sentenza che mi aspettavo – aggiunge -, non sono sorpreso, ma se penso che vent’anni di carcere sono sei anni a omicidio, dico che in un Paese normale non è giustificabile». Ma in relazione al risarcimento che il giudice gli ha concesso, Masini sottolinea che «mio padre non è monetizzabile, lo Stato dovrebbe risarcirmi in automatico, non dovrei essere io a chiedere a Kabobo che è nullatenente».

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