Venti di guerra in Ucraina. Biden a colloquio con i leader europei. La Nato invia navi e caccia in Europa dell’Est. Usa e Gran Bretagna chiudono le ambasciate a Kiev

Guerra in Ucraina
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Il presidente americano, Joe Biden, terrà un giro di videochiamate con i leader europei sulla crisi in Ucraina. A renderlo noto è la stessa Casa Bianca, precisando che il presidente Usa avrà un colloquio, tra gli altri, con il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, con il presidente francese Emmanuel Macron, con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, con il primo ministro britannico Boris Johnson e con il premier Mario Draghi.

“Gli alleati della Nato stanno mettendo le forze in allerta e stanno inviando navi e caccia in Europa dell’Est, per rinforzare la nostra capacità di deterrenza e difesa, mentre la Russia continua ad aumentare la propria presenza militare dentro e fuori dall’Ucraina” sottolinea l’Alleanza atlantica in una nota.

Biden, secondo il New York Times, sta valutando la possibilità di schierare migliaia di truppe Usa nei Paesi baltici e in Europa dell’est per fronteggiare un’eventuale invasione russa in Ucraina. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che Washington e la Nato stanno aumentando le tensioni attraverso “annunci isterici” e “azioni concrete”, aggiungendo che il rischio di un’offensiva delle truppe ucraine contro i separatisti filo-russi nell’est del Paese è “molto alto”.

Gli Usa hanno ordinato l’evacuazione delle famiglie dei diplomatici in Ucraina e raccomandato di ridurre il personale non essenziale dall’ambasciata a Kiev. Anche la Gran Bretagna ha annunciato il ritiro del suo personale dall’ambasciata di Kiev a causa della “minaccia crescente” della Russia, aggiungendo che l’ambasciata britannica resterà aperta per il disbrigo degli affari essenziali.

“Il segretario di Stato americano, Tony Blinken, ci spiegherà le ragioni dell’annuncio del ritiro del personale americano. Noi non faremo lo stesso perché non ne vediamo il motivo” ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell. “I negoziati vanno avanti – ha aggiunto Borrell -, non vedo perché ce ne dobbiamo andare. Il personale Ue resterà in Ucraina a meno che Blinken non ci dia ragioni per una scelta diversa. Non penso che dovremmo drammatizzare finché i negoziati continueranno, e continueranno. Non credo che dovremmo lasciare l’Ucraina e andarcene. Ma forse il segretario Blinken ha più informazioni che condividerà con noi. Non abbiamo preso alcuna decisione per chiedere la partenza delle famiglie dei nostri diplomatici dall’Ucraina, a meno che Blinken non ci fornisca informazioni che giustifichino un tale movimento”.