Venticinque anni fa la strage di via d’Amelio. Il ricordo per Paolo Borsellino ma la figlia attacca: “Lasciati soli da tutti”. Le indagini a Caltanissetta? “Era una Procura massonica”

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Venticinque anni fa moriva, ucciso dalla mafia, Paolo Borsellino. Con lui, nella strage di via d’Amelio, fu uccisa anche tutta la sua scorta. Oggi tutti ricordano l’esempio del giudice ucciso da Cosa nostra, ma la figlia di Borsellino, Fiammetta, intervistata dal Corriere della sera ha parole tutt’altro che dolci: “Venticinque anni di schifezze e menzogne. Mio padre fu lasciato solo in vita e dopo. Dovrebbe essere l’intero Paese a sentire il bisogno di una restituzione della verità. Ma sembra un Paese che preferisce nascondere verità inconfessabili”. Come dare toroto a Fiammetta Borsellino che ha rilanciato la sfida a chi vuole davvero accertare quanto accaduto quel maledetto 19 luglio del 1992: “Consegnerò inconfutabili atti processuali dai quali si evincono le manovre per occultare la verità sulla trama di via D’Amelio”. Oggi Fiammetta Borsellino riferirà in audizione in Commissione antimafia, a Palermo. E non saranno certo parole morbide per Procura ed istituzioni.

LEGGI QUI L’INTERVISTA COMPLETA A FIAMMETTA BORSELLINO