Ventitré arresti a Catania. Svelati mandanti ed esecutori di 23 omicidi di mafia compiuti tra la fine degli anni ’80 e il 2007

dalla Redazione
Cronaca

Sono 23 le persone arrestate dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’inchiesta “Thor” che ha fatto luce su 23 omicidi commessi tra la fine degli anni Ottanta e il 2007. Le indagini del Ros, coordinate dalla Dda della Procura di Catania, sono state avviate nell’aprile del 2018 dopo la collaborazione con la giustizia di Francesco Squillaci, ‘uomo d’onore’ della famiglia Santapaola-Ercolano di Cosa nostra etnea. Tra gli indagati ci sono anche Vincenzo e Vincenzo Salvatore Santapaola, di 64 e 51 anni, che sono, rispettivamente, i figli dei capimafia Salvatore e Benedetto.

Tra i delitti ci sono un triplice omicidio, due duplici omicidi e tre casi di lupara bianca. Tra questi anche il duplice omicidio di Angelo Santapaola e del suo autista, Nicola Sedici, commesso il 26 settembre 2007 e per il quale ad oggi si è arrivati a sentenza definitiva solo nei confronti di Vincenzo Maria Aiello, rappresentante provinciale della famiglia. Uno caso di ‘pulizia interna’ al clan. Il duplice omicidio, hanno scoperto le nuove indagini della Dda di Catania, avrebbe avuto come mandante Salvatore Vincenzo Santapaola che secondo la Procura era “preoccupato dall’ingombrante presenza, dell’autonoma operatività e dei rapporti diretti e privilegiati del boss con Cosa nostra di Palermo”. Come esecutore materiale è accusato Orazio Magrì, mentre a Natale Filloramo è contestata la complicità nel duplice omicidio.

Gli inquirenti etnei hanno fatto luce anche sull’uccisione di Francesco Lo Monaco, 20 anni, assassinato a Motta Sant’Anastasia il 7 giugno del 1994 perché ritenuto l’autore di una rapina commessa a un distributore di carburanti di proprietà del boss Marcello D’Agata, uomo d’onore di Cosa nostra. Tra i casi di ‘lupara bianca’ anche la scomparsa, dal 10 luglio del 1991, di Salvatore Montauro, che sarebbe stato ucciso perché ritenuto vicino al clan rivale dei Cappello e potenziale sicario di quel gruppo. Tra le vittime anche persone ‘estranee’ alla mafia come Salvatore Motta, tra i deceduti di un triplice omicidio commesso il 10 aprile del 1991 a Lentini, nel Siracusano. Gli obiettivi dei sicari, che agirono su richiesta del clan Nardo, erano Cirino Catalano e Salvatore Sambasile. Motta si trovò al posto sbagliato, al momento sbagliato.

“Una risposta forte a numerosi omicidi che, seppur lontani nel tempo, sono particolarmente importanti perché rappresentano delle svolte significative nelle dinamiche delle lotte di potere anche all’interno dell’organizzazione mafiosa” ha detto il procuratore della Repubblica a Catania, Carmelo Zuccaro.