Via libera alla terza dose del vaccino anti-Covid. C’è il parere favorevole dell’Aifa. Toccherà prima a fragili e immunodepressi. Poi agli over 80 e tra gennaio e febbraio agli operatori sanitari

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Via libera alla terza dose del vaccino anti-Covid da fine settembre. L’Aifa, nel corso del Comitato tecnico scientifico riunitosi oggi a Roma (leggi l’articolo), ha dato il via libera alle somministrazioni destinate a immunodepressi e fragili (circa 3 milioni di persone) e agli over 80, entrambe entro la fine dell’anno. Tra gennaio e febbraio toccherà agli operatori sanitari. Il Cts aveva iniziato questa mattina a valutare il parere, che con ogni probabilità sarà reso noto entro venerdì.

“Chiederò un’estensione della moratoria terza dose almeno fino alla fine del 2021 per permettere ad ogni Paese di vaccinare almeno il 40% della sua popolazione” ha annunciato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La terza dose – ha aggiunto il numero dell’Organizzazione mondiale della Sanità – può essere necessaria per le fasce delle popolazioni più a rischio, come gli immunodepressi, dove viene registrato un calo dell’immunizzazione offerta dalle dosi iniziali. Ma, per ora, non vogliamo vedere un uso diffuso di richiami per persone sane che hanno completato il loro ciclo vaccinale”.

Fauci: “Entro settembre negli Usa sarà distribuita la terza dose di Pfizer, Moderna o Johnson&Johnson”

Per il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, Anthony Fauci, intervistato da, somministrare una terza dose di vaccino contro il Coronavirus “è una buona idea”. “Abbiamo visto negli Usa, e in Israele, dove i programmi sono più avanzati – ha detto l’esperto americano -, che dopo alcuni mesi l’efficacia dei vaccini diminuisce, sia nel caso di sintomi leggeri sia nel caso di quelli più gravi che necessitano di un ricovero. E questo soprattutto nel caso della variante Delta”.

“Basandoci sui dati – ha aggiunto Fauci -, prevediamo, entro settembre, di iniziare a distribuire negli Usa la terza dose di Pfizer, Moderna o Johnson&Johnson”. L’Italia, sempre secondo il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, si trova “nella stessa condizione degli Usa”. “È necessario vaccinare il maggior numero possibile di individui. Dobbiamo essere sicuri che in nazioni dove l’accessibilità ai vaccini è ampia – ha aggiunto -, come in Italia, tutto proceda rapidamente. Se sarete veloci, in autunno si potrà tenere tutto sotto controllo”.

Fauci, infine, ritiene che i vaccini “dovrebbero essere obbligatori, non necessariamente per disposizione del governo centrale, ma di sicuro a livello locale”. “Scuole e università e i luoghi del business dovrebbero richiedere che chi lavora in quegli ambienti sia vaccinato. È l’unico modo per controllare il virus. È ovvio che non tutti vogliono vaccinarsi, ma dobbiamo renderli consapevoli che solo così possono lavorare e operare. Sono molto preoccupato. Si tratta – ha concluso riferendosi ai No Vax – di contagi e di morti evitabili”.

La campagna vaccinale: 39 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo

Secondo l’ultimo report sull’andamento della campagna vaccinale in Italia, sono 79.703.348 le dosi di vaccino anti-Covid finora somministrate, l’88,8% del totale di quelle consegnate, pari finora a 89.721.203 (nel dettaglio 62.663.653 Pfizer/BioNTech, 13.065.042 Moderna, 12.033.722 Vaxzevria-AstraZeneca e 1.958.786 Janssen). Le persone che hanno completato il ciclo vaccinale sono 39.072.107, il 72,34% della popolazione over 12.