Video pillole sempre più efficaci: la gastroscopia va in pensione. Oggi il chip è utilizzato solo per l’intestino tenue. In pochi anni potrà sostituire la colonscopia

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Facile come bere un bicchier d’acqua, perché è proprio con l’acqua che la capsula va deglutita. È la nuova tecnica per gli esami diagnostici che manda in pensione gastro e colonscopia. Niente cateteri, né tubi, né liquidi di contrasto o anestetici per attutire il dolore. Ma una pillola robot, grande né più né meno di un comune medicinale, che però è intelligente. Basta ingerirla per dare inizio al viaggio di esplorazione nel nostro corpo, dallo stomaco all’intestino. Fotografa ogni centimetro, rileva temperature, variazioni di ph, anomalie varie e, come in una vera e propria missione, invia in tempo reale tutte le informazioni a un computer esterno, direttamente nel file che riassume la nostra cartella clinica. Fino a pochi anni fa sembrava fantascienza, è vero, ma un team di ricerca del Massachusetts institute of technology ha perfino messo a punto una capsula, per ora testata sui maiali, in grado di muoversi nel nostro corpo alimentata dai succhi gastrici dello stomaco, che producono una reazione elettrochimica con il rame e lo zinco contenuti nella navicella.

Sensore intelligente – Per produrre il chip, gli scienziati hanno prodotto degli appositi sensori partendo da cellule viventi grazie a un’elettronica a bassissima potenza in grado di convertire la risposta batterica in un segnale senza fili facilmente leggibile. I sensori intelligenti sono in grado di rilevare patologie del tratto gastrointestinale e, soprattutto, perdite di piccole quantità di sangue. Questo perché reagiscono con una molecola marker dell’infiammazione. È estremamente utile per indagare cosa c’è dietro alle emorragie non visibili, sanguinamenti cronici le cui lesioni nell’intestino non sono visibili con una colonscopia e che a volte si nascondono nel tratto medio, il più difficile da raggiungere, hanno spiegato gli specialisti. Ma il chip è utile anche per diagnosticare il morbo di Crohn, in questi casi si effettua un pre test con una capsula biodegradabile che si scioglie se per caso si blocca in una stenosi. Rispetto al passato, le capsule si sono evolute notevolmente, a cominciare dalle batterie, più durature e in grado di garantire viaggi più lunghi all’interno del corpo.

Cellule sospette – L’obbiettivo adesso è il cancro, quindi gli studiosi sperano di realizzare una pillola robot contenente Dna che, una volta ingerita, si leghi ai marcatori tumorali segnalando la presenza delle cellule sospette. E quindi potendo intervenire tempestivamente sulla malattia prima ancora che si formi. Al momento il mini computer è stato testato sui topi malati di tumore al polmone e si è acceso correttamente a contatto con alcuni segnali tumorali. La strategia potrebbe anche essere sfruttata per valutare l’efficacia delle terapie oncologiche o per effettuare screening sulla popolazione a rischio ma ancora asintomatica. La pillola ad alta ingegneria è già realtà per l’ispezione di alcuni organi e sta piano piano prendendo il posto di esami invasivi e fastidiosi come la colonscopia. Basta che il paziente ingoi la microtelecamera ed il medico può avere la diretta dalle sue viscere in alta definizione. Basta qualche ora perchè il cip faccia il suo viaggio. La tecnica viene utilizzata in vari ospedali e riguarda al momento solo un tratto dell’apparato gastrointestinale: l’intestino tenue, cioè quella parte che altrimenti sarebbe molto difficile da indagare essendo irraggiungibile dalla gastroscopia e dalla colonscopia.