Vigili assenti a Capodanno, iniziano a pagare i sindacati. L’Authority sanziona cinque confederazioni. Le malattie di massa come uno sciopero selvaggio

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Tutti quei certificati di malattia presentati nei giorni delle festività di fine anno avevano fatto gridare allo scandalo. Una Capitale come Roma praticamente senza vigili per strada nella notte più lunga dell’anno, quella di san Silvestro, con il traffico impazzito e il concerto di Capodanno al Circo Massimo. Il traffico andò tutto per il verso giusto, ma romani e turisti furono messi a dura prova. Dopo le sospensioni e le sanzioni al vaglio, ecco che ci pensa il garante dell’Authority per gli scioperi a spingere sull’acceleratore e per i vigili assenti a Capodanno, per ora, pagano i sindacati. Perché? Le assenze di massa dal lavoro dei pizzardoni causa malattie furono in pratica come uno sciopero selvaggio. E l’Authority c’è andata giù pesante. Sanzione di 20 mila euro ciascuno a carico di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa e Diccap Sulpl, per un totale di 100 mila euro, per questa «forma anomala di protesta» riconducibile proprio ai sindacati. Il garante ha anche fatto capire che non finisce qui, visto che «si riserva di valutare la posizione individuale dei lavoratori o di altri responsabili coinvolti nella vicenda». L’Autorità di garanzia, però, ha bacchettato anche il Campidoglio e gli ha consigliato per il futuro di adoperarsi per evitare il ripetersi di scioperi in violazione della legge.

IL CASO
Nella notte di Capodanno a Roma 745 vigili presentarono il certificato di malattia e 89 dichiararono di aver donato il sangue. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sui medici che hanno firmato i certificati ai vigili malati, con l’intento di capire quando si siano tenute le visite mediche, visto che gli ambulatori in quei giorni di festa erano chiusi.

LA REPLICA
Inevitabile il coro di dissenso delle organizzazioni sindacali che annunciano ricorsi e definiscono ingiusto, iniquo, politico il provvedimento del Garante. L’unica voce a favore è quella del Codacons che plaude alla sanzione perché ha individuato e punito i comportamenti delle organizzazioni sindacali, ma definisce ridicolo l’importo di 20 mila euro perché, a suo dire, per creare un deterrente davvero efficace, servono multe che abbiano almeno uno zero in più.

IL TAR BOCCIA LA ZTL
Il Tar boccia la delibera che prevede l’aumento delle tariffe per i pass di accesso nella zona a traffico limitato (Ztl) di Roma. E per il Campidoglio si tratta di un’altra mazzata. Ora infatti rischia di essere compromessa tutta l’intelaiatura del piano generale del traffico urbano e la limitazione delle auto in centro. Potrebbero esserci anche conseguenze per il bilancio perché andranno a ridursi le entrate.
Il ricorso al Tar era stato presentato dal Codacons, che ora avverte: «Sul ricorso contro l’aumento delle strisce blu, da 1 a 1,50 euro, siamo in attesa della sentenza che arriverà il 3 giugno».

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