I Vigili del fuoco ci sono ma lo Stato non li assume. Tremila idonei al concorso del 2010 attendono ancora la chiamata

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Basterebbe una legge per spazzare via i problemi di carenza di organico dei Vigili del fuoco. Tremila pompieri sarebbero subito disponibili a indossare la divisa essendo risultati idonei al concorso bandito nel 2008. La graduatoria, stilata dopo prove molto selettive, sarebbe dovuta scadere alla fine dello scorso anno; nella legge di Bilancio, però, è stata prorogata fino al 31 dicembre del 2017. Dando così ancora una flebile speranza agli idonei (non vincitori) che da anni aspettano un’assunzione. Precisamente dal 5 ottobre 2010, data di pubblicazione della graduatoria definitiva per 814 VVF. Ma le politiche di spending review con il conseguente blocco del turn-over (anno 2012) e la stabilizzazione del personale precario non hanno permesso che gli idonei alla selezione diventassero pompieri. Per partecipare a quel concorso vennero presentate circa 123mila domande, di cui 7.599 risultarono idonei. Questa lista contiene ancora circa 3.500 idonei.

Nonostante le esigenze del corpo, venute fuori ancora una volta con terremoto e maltempo, la proroga della graduatoria potrebbe non portare alcun frutto. Perché si dà il caso che a novembre 2016, nel frattempo, è stato bandito un nuovo concorso per 250 vigili del fuoco. Inutile dire che se si aspettasse l’esito dell’ultimo concorso i nuovi pompieri non arriverebbero prima del 2018. “L’assenza di uomini si farà sentire ancor di più con l’arrivo dell’estate”, ha spiegato a La Notizia il Conapo, il sindacato dei Vigili del fuoco. Perché dal 1 gennaio 2017 i pompieri sono chiamati ad affrontare anche gli incendi boschivi al posto del soppresso Corpo forestale che, però, poteva contare su circa 8 mila agenti. Questi sono stati assorbiti per lo più dai Carabinieri. Ma dalla Forestale ai Vigili del fuoco, ci ha spiegato il Conapo, sono stati trasferiti soltanto 361 agenti. Un compito in più per i pompieri già sott’organico. Che dovranno accontentarsi di qualche battito di mani alla prossima emergenza.

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