Ville e castelli. La Tasi si pagherà. Erano mesi che minoranza Pd e partner di Governo chiedevano un taglio selettivo

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di Maurizio Grosso

Se non è una mezza retromarcia poco ci manca. Del resto sull’abolizione della Tasi sulla prima casa le polemiche avevano subito nei giorni scorsi un’escalation incredibile, con la minoranza Pd letteralmente all’attacco. E così il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha un bel po’ tirato il freno a mano. Come nel 2008, ha detto ieri, i proprietari di case signorili, ville, castelli e palazzi di prestigio storico continueranno a pagare la tassa sulla prima casa. Renzi ha chiarito il punto in un lungo post pubblicato sul proprio profilo Facebook.

IL MESSAGGIO
“A chi dice ma la manovra sulla casa l’aveva fatta anche Silvio Berlusconi, dico che è vero. Perché negare la realtà?”, ha esordito il premier un po’ a sorpresa. E poi ha continuato: “La norma è la stessa di allora, con due sole differenze: 1) noi non cambieremo idea come ha fatto lui nel 2011 che votò per rimettere l’Ici cambiandole soltanto il nome in Imu; 2) noi non faremo pagare il conto ai Comuni della differenza. I sindaci possono essere molto felici di questa legge di stabilità: è pensata per loro e per i cittadini normali. Quelli che tirano avanti la carretta ogni giorno. La norma è la stessa anche sulla questione dei castelli che dunque – a differenza di quanto si dice con tono scandalizzato – pagheranno (come per abolizione Ici del 2008). Ironia della sorte: i castelli furono parzialmente esentati dai governi successivi, anche di centrosinistra, perché considerate residenze storiche, ma le categorie catastali A1, A8, A9 (vale a dire case signorili, ville e castelli, ndr) avranno lo stesso trattamento della misura del 2008”.

LA QUESTIONE
Che ci sia stata una mezza retromarcia è confermato dal fatto che il premier ha aspettato diversi giorni, dalla partenza della polemica, per chiarire la questione. L’impressione, quindi, è che il presidente del consiglio abbia voluto aspettare le reazioni per mettere a fuoco la migliore strategia comunicativa. Anche perché, è appena il caso di ricordare, erano mesi che minoranza Pd e partner di Governo (per esempio il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti), chiedevano un taglio selettivo della Tasi.