Vodafone e soci sfidano Enel. Nuova cordata per la fibra. Italia senza strategia sui telefoni del futuro. Gli operatori rischiano di svenarsi per la rete

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Aspettavano il decreto del Governo con il piano sulla banda ultra larga – quella che porterà con la fibra la telefonia e la tv del futuro nelle case degli italiani – per annunciare la cordata degli operatori alternativa a Telecom e ancor di più a Enel, incredibilmente tirata dentro un settore che non conosce affatto. Ieri così Vodafone, Wind e i due soci di Metroweb, il fondo F2i e quello Fsi controllato dalla Cassa Depositi e prestiti, hanno firmato una lettera di intenti comune per realizzare gli investimenti e concorrere ad aggiudicarsi un po’ della torta da oltre 6 miliardi confezionata da Palazzo Chigi. La partita così si ingrossa e dopo la prima lettera di intenti firmata tra Vodafone ed F2i, entrano in campo anche Wind ed Fsi, l’altro socio di Metroweb.

IL PIANO DIGITALE
Mentre Enel deve ancora iniziare a capire qualcosa di telefonia e l’ipotesi di un’allenaza con Telecom è solo teorica, i quattro operatori – con Vodafone grande regista – avrebbero già pronto a grandi linee pure il piano industriale e le aree sulle quali investire con la banda ultra larga. Due cordate che non portano in dote quel pluralismo virtuoso indispensabile per la concorrenza. Qui c’è da mettere su la rete, per la quale servono enormi investimenti e dunque una regia unica, anche dal punto di vista tecnologico. Poi su questa rete dovrà svilipparsi la concorrenza tra gli operatori. In Italia invece ora si rischia di fare due due reti piccole e con tecnologie differenti e avere poi gli operatori talmente dissanguati (le reti costano!) da non poter poi tenere bassi i prezzi dei servizi ai clienti a causa degli oneri finanziari sostenuti. Rischi evidentissimi che però non stanno inducendo il Governo a prendere in mano seriamente la partita. E forse è persino meglio così, visto che l’unico coniglio uscito fin adesso dal cilindro è stato quello di chiamare un operatore elettrico (molto ben collegato però con il giro che conta a Palazzo Chigi) a fare un mestiere non suo. Un assist evidente al gruppo guidato da Francesco Starace, assolutamente bisognoso di incamerare i miliardi del piano digitale per compensare il crollo degli utili e il ritardo nella riduzione del debito monstre sempre vicinissimo all’asticella dei 40 miliardi.

TUTTI CONTRO TUTTI
Allora, ricapitolando: Telecom e Fastweb hanno fatto un accordo per portare la fibra nelle grandi città. Vodafone e soci annunciati ieri lavoreranno al progetto con Metroweb. L’Enel si inventerà un nuovo mestiere (e questo fa tremare dopo i miliardi pubblici gettati proprio con Wind e Infostrada). Le multiutility locali vorrebbero entrare in partita, ma proprio l’Enel non le vuole. Insomma troppi galli in un pollaio, dove non c’è traccia di strategia economica. Al contrario ci sottomettiamo fatalmente al rischio di procedure d’infrazione europee (per aiuti di Stato). Il governo Renzi che sbandiera come strategico il piano digitale potrebbe così creare un mostro. Che ci costerà carissimo.