Leone rischia di pagare gli errori di Fazio

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di Marco Castoro

Parte dal cda di Viale Mazzini (versante centrodestra) una manovra che potrebbe portare al cambio del direttore di Raiuno, Giancarlo Leone, che comunque – nonostante qualche battuta di arresto – non sta affatto lavorando male. Anzi, sono molti coloro che parlano bene di lui e del suo operato. Comunque il vento di Sanremo soffia forte sul cappello del direttore. Un festival che in verità più che sugli ascolti in ribasso andrebbe valutato per le performance di Fabio Fazio, le cui idee non brillano più come qualche tempo fa. Forse per i troppi impegni, o magari per le polemiche sui guadagni e sul buonismo che l’hanno turbato. In fondo ha ragione Fiorello quando dice che la troppa esposizione in video danneggia le idee e gestire un carrozzone così fortemente mediatico come Sanremo è un inferno. Soprattutto per un Fazio in fase di appannamento. Comunque, come sempre accade, sotto i forconi c’è finito il direttore. La mossa potrebbe andare a dama se verrà nominato un nuovo vicedirettore generale. Probabilmente un renziano o un altro fedelissimo di Gubitosi. Si approfitterebbe dell’occasione per rivedere anche il vertice di Raiuno. Una poltrona che non dispiacerebbe affatto ad Antonio Marano. Ma Leone è pronto a sbranare ogni competitor.

Minoli utilizza l’archivio Rai grazie al Sole 24 Ore
È grazie a un accordo di scambio merci firmato tra la Rai e il Sole 24 Ore che Giovanni Minoli può utilizzare il materiale di archivio della tv di Stato nella sua trasmissione in onda su Radio24. Un programma in forte crescita di ascolti (vanta un +9,1% di share e un +19,6% per quanto riguarda le inserzioni pubblicitarie) che premia il conduttore andato via dalla Rai non senza polemiche, il quale però ha saputo rigenerarsi proprio portando il talk dalla tv alla radio. Ascolti che in pratica vengono sottratti proprio a RadioRai. Certo a Viale Mazzini fanno di tutto pur di aiutare i competitor. A Linus di Radio Dj hanno dato una trasmissione su Rai2. A Minoli il materiale della Storia siamo noi. E a Sky la pubblicità del campionato di calcio nell’intervallo delle partite di Coppa Italia, l’unica esclusiva calcistica rimasta a Viale Mazzini.

Brunetta difende Preziosi
«Due mesi fa abbiamo denunciato attacchi incomprensibili e politicamente mirati ai danni del direttore del Giornale Radio e di Radio 1, Antonio Preziosi, e chiedevamo al direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, di difendere Preziosi da queste intimidazioni come aveva fatto nei confronti di Lucia Annunziata, Fabio Fazio e Giovanni Floris. Non solo Gubitosi non ha mai difeso Preziosi, ma da Viale Mazzini arrivavano voci di una possibile e immotivata sostituzione del direttore di Radio 1 e del Giornale Radio da parte del direttore generale». Renato Brunetta punta l’indice sul diggì: «Chiediamo a Gubitosi di smentire queste voci e di mettere fine a questo clima di intimidazione personale nei confronti di un direttore del servizio pubblico radiotelevisivo che ha dimostrato in questi anni equilibrio e professionalità. E chiediamo al presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico di convocare urgentemente in audizione il direttore».

Mentana non è Santoro
Preti e suore si confermano campioni di ascolti per i telespettatori di Rai1. Terence Hill e Virna Lisi con la tonaca piacciono ai telespettatori. La serata di giovedì, la seconda consecutiva senza Annozero di Michele Santoro, è stata caratterizzata da un nuovo record di ascolti di Don Matteo. I numeri sono impressionanti, il prete di Gubbio ha conquistato 8.226.000 telespettatori, pari al 27.97%, nel primo episodio, e altri 7.626.000 pari al 31.66% nel secondo episodio. Secondo posto per Canale 5 con l’incontro di Europa League della Juventus. Con l’11.72% di share. Mentana invece non ha fatto meglio di Santoro. Il talk Bersaglio Mobile è stato visto da 1.441.000 spettatori, pari al 5.93% di share. Almeno 2-3 punti in meno dell’ultimo Santoro, quest’anno poche volte in doppia cifra.