Raffaele Volpi: il presidente leghista dei servizi segreti ha il cellulare hackerato. I messaggi Whatsapp: “Posso usare la tua carta di credito?”

Copasir Volpi
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L’account Whatsapp del presidente del Copasir Raffaele Volpi (Lega) è stato hackerato. Questa mattina alcuni sms equivoci sono partiti dal servizio di messaggistica dell’esponente leghista, messaggi in cui veniva chiesto ai riceventi di condividere la carta di credito via Whatsapp. Volpi, raggiunto telefonicamente dall’Adnkronos, ha spiegato di aver denunciato immediatamente l’accaduto alla Polizia postale.

Raffaele Volpi: il presidente leghista dei servizi segreti ha il cellulare hackerato

Il Copasir è il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica è un organo del Parlamento della Repubblica Italiana che esercita il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti italiani. Il messaggio-truffa ha questo testo: “Buongiorno, ho comprato da internet ma la mia carta di credito è scaduta. Posso usare la tua e ti faccio bonifico”. Si tratta di una truffa molto diffusa, che consiste nell’inviare messaggi a pioggia a tutti i contatti di un’utenza sperando che qualcuno ci caschi e ordini i pagamenti per fare un favore al (falso) amico.

Si tratta di un tentativo di truffa avvenuto attraverso una delle applicazioni più utilizzate sugli smartphone e diventata strumento preferito dagli hacker. Lo staff del deputato leghista – che gestisce i dossier più delicati della Repubblica – ha però subito precisato: “Non rispondete, è un fake”.

Attualmente Volpi è al centro di una polemica politica per il suo ruolo al Copasir. Di norma quella poltrona va all’opposizione e per questo, quando il governo Conte-Bis ha giurato, la carica se l’è presa la Lega. Ma adesso che il Carroccio sta nella maggioranza che sostiene il governo Draghi, Fratelli d’Italia ha rivendicato a più riprese la carica, mentre Giorgia Meloni ha polemizzato in più occasioni con Matteo Salvini. Ma per ora Volpi rimane in carica. Anche se il Capitano ha invitato i membri del comitato a dimettersi tutti. Ma finora l’unico a mollare è stato Adolfo Urso.

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