Zingaretti contro Renzi, basta sparare sul Governo. Il segretario del Pd ha ricorda all’alleato che è intollerabile stare con i piedi in due staffe

di Lucrezia Conti
Politica

Il solito Matteo Renzi non perde tempo e, dopo neanche ventiquattro dalla firma del premier Giuseppe Conte sul Dpcm per contrstare la nuova ondata di contagi da coronavirus, contesta lo stop a locali, teatri, cinema, scuole e palestre. “Mentre si chiedono (ancora) sacrifici”, ha scritto nella sua Enews, “sarebbe molto utile che il governo ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni”. E “non le emozioni di un singolo ministro”. Per questo, ha annunciato il leader di Italia viva, chiederà a Conte che “i ristoranti chiudano alle 22” come in Alto Adige e lancia addirittura una petizione sostenuta online dal partito per tenere aperti i “luoghi di cultura e le palestee”, come neanche l’opposizione di centrodestra all’esecutivo giallorosso ha fatto.

Immediata, di fronte all’ennesima provocazione dell’ex rottamatore, la replica del segretario dem Nicola Zingaretti: “Vedo molti distinguo da esponenti di governo, da forze di maggioranza con iniziative politiche che ritengo incomprensibili, penso che non siano mai stati seri quei partiti che la sera siedono ai tavoli del governo e la mattina organizzano l’opposizione rispetto alle decisioni prese la sera precedente”. E ancora: “è sempre stato sbagliato, ma ora stare con i piedi in due staffe è eticamente intollerabile. In gioco c’è la vita delle persone. L’Italia si aspetta da chi ha responsabilità di governo serietà e autorevolezza”. E ha concluso ricordando che “Il nemico è il virus, non le regole”.