Zona gialla: perché le date giuste per la riapertura sono 26 aprile e primo maggio

ROBERTO SPERANZA zona gialla
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Sono il 26 aprile e il primo maggio le due date “giuste” per la riapertura, ovvero per il ritorno della zona gialla nell’Italia chiusa oggi in un lockdown soft fatto di zone rosse e arancioni. Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha citato esplicitamente il mese di maggio come obiettivo prioritario per la riapertura. Ma a quanto pare si potrebbe anche anticipare un po’. Almeno di una settimana.

Zona gialla: perché le date giuste per la riapertura sono 26 aprile e primo maggio

La Repubblica scrive oggi che il governo ha buttato giù una road map per il ritorno (lento e graduale) alla normalità. La cabina di regia dell’esecutivo si è riunita in questi giorni per lavorare sui protocolli da chiedere al Comitato Tecnico Scientifico in vista delle riaperture. Ci vorrà però un consiglio dei ministri per anticipare la scadenza naturale del decreto, che rimane il 30 aprile. E ci vorrà, appunto, un altro decreto legge per muoversi.

L’obiettivo è quello di riportare l’Italia in zona gialla alla scadenza del decreto che l’aveva cancellata. Ma Mario Draghi, con chi gli sta vicino, ha ipotizzato un segnale di ottimismo da lanciare  ancor prima, se possibile. Dal 26 aprile si potrebbe cominciare a riaprire bar e ristoranti a pranzo in alcune  regioni, quelle che avranno i dati epidemiologici migliori e una minore pressione sugli ospedali. D’altronde è stato lo stesso Speranza, davanti alla telecamere di “Porta a Porta”, a dirsi «molto convinto» dell’ipotesi di far ripartire le attività all’aperto, «dove c’è sicuramente una minore possibilità di contagio.

Le Regioni e i ristoranti aperti a pranzo e a cena

Intanto le Regioni mettono sul tavolo le loro proposte in vista del confronto di giovedì con il governo e il ministro della Salute Roberto Speranza non chiude: “l’ipotesi di lavorare all’aperto mi convince molto” dice ipotizzando per maggio le riaperture. L’incontro della Conferenza Stato-Regioni si terrà lo stesso giorno della riunione dei tecnici del ministero della Salute che dovrà valutare gli ultimi dati epidemiologici e precederà di 24 ore la cabina di regia tra i partiti della maggioranza nella quale verrà definito il nuovo pacchetto di misure, compreso il prolungamento dello stato di emergenza, probabilmente fino al 31 luglio.

“La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri” conferma il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti dopo l’incontro con la Fipe. Ma quando si riapre? Date ancora non ce ne sono e il braccio di ferro nel governo è ancora in atto tra il centrodestra che chiede una ripartenza prima della fine di aprile e chi invece invita ad aspettare la scadenza dell’attuale decreto. Lo fa il ministro Speranza e lo fa il Pd che con una nota della segreteria chiede una piano di “riaperture graduale, certo e irreversibile”.

Posizioni ancora distanti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, parlando all’inaugurazione del centenario dell’Università del Sacro Cuore del “senso di comunità che il nostro Paese ha visto ribadito nella sua fondamentale importanza con forza durante la pandemia”, ha ricordato come “ciascuno di noi dipenda da tutti gli altri”. “Riuniremo ad horas la cabina di regia” sottolinea il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Ricordando che è lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi ad essere “il primo che dice ‘riapriamo'”.

26 aprile o primo maggio: la data per la riapertura

Maggio, dunque, “sarà il mese delle riaperture di tutte le attività economiche, in sicurezza”. Ed è possibile che il mese prossimo coincida anche con la fine del divieto di spostamento tra le Regioni e con il ritorno in presenza per tutti gli studenti italiani. Come auspicato più volte da Draghi. “Auspicherei di investire ancora un pezzo del tesoretto sulla scuola, ma è una valutazione che dobbiamo ancora fare” conferma Speranza.

Alle linee guida le Regioni stanno ancora lavorando, rimodulando quelle già contenute negli allegati del Dpcm del 2 marzo scorso per tutti i settori, comprese le attività turistiche e ricettive, le piscine, le fiere, i mercatini e le discoteche. Ma le priorità sono state individuate e riguardano tre ambiti: la ristorazione, le attività culturali e le palestre. Sempre, ovviamente, se i dati continueranno ad indicare un miglioramento della curva epidemiologica.

La richiesta è quella di poter aprire i ristoranti non solo a pranzo, come già previsto in caso di zona gialla, ma anche la sera; una proposta che si porta dietro la necessità di posticipare il coprifuoco di almeno una-due ore. Per il resto, i protocolli ricalcano quelli già approvati. Ovvero prenotazione obbligatoria, distanza di almeno un metro tra i tavoli e mascherina ogni volta che ci si alza. Anche per i bar, la richiesta è quella di poter riaprire quelli che hanno la possibilità di mettere i tavolini all’esterno.

Quanto a cinema, teatri, musei e spettacoli all’aperto, la linea è quella già suggerita dalle associazioni di categoria. Ovvero biglietti nominativi e prenotazione obbligatoria, percorsi separati di entrata e uscita, misurazione della temperatura e, soprattutto, raddoppio della capienza. Da 200 a 400 al chiuso e da 400 a mille all’aperto, grandi eventi a parte.

Leggi tutto: Stop al coprifuoco. Le Regioni propongono di riaprire i ristoranti all’aperto anche la sera. Giorgetti: “Sulle riaperture si decide la prossima settimana”