Zona rossa pure Toscana e Campania. Ecco la nuova mappa dell’Italia. La cura del Dpcm funziona. Siamo sulla strada giusta

di Maria Elena Cosenza
Politica

Diventano sette le regioni zona rossa. Campania e Toscana si aggiungono a Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano, Val d’Aosta e Calabria. Mentre le regioni in zona arancione salgono a nove con Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche che si uniscono ad Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia e Umbria. Restano gialle solo Lazio, Molise, Trento, Sardegna e Veneto. è ufficiale. In base al nuovo monitoraggio del virus e ai 21 parametri epidemiologici fissati dagli esperti, aumentano i territori considerati a rischio elevato e a rischio massimo.

La decisione è arrivata ieri (leggi l’articolo) dopo due giorni di ispezioni nella sanità campana. I dati sono stati analizzati dal Comitato tecnico scientifico, il ministro Roberto Speranza ha firmato in serata l’ordinanza che entrerà in vigore da domani. Ridisegnando così nuovi confini nella geografia dell’emergenza. L’ultima bozza del report dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero della Salute segnala che l’epidemia in Italia “seppur intensificandosi per gravità a causa di un aumentato impatto sui servizi assistenziali, mostra una lieve riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente”. Scende infatti il valore dell’indice di contagio, Rt, a livello nazionale. “Nel periodo 22-4 novembre l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1.43“, la scorsa settimana era a 1.72”.

Il report aggiornato all’11 novembre evidenzia che “nella maggior parte del territorio la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 3. Si conferma pertanto una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale”. Le criticità sono segnalate in tutte le regioni e province autonome “classificate a rischio alto. Solo in una si registra un rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto”. Significa che di fatto su tutto il territorio nazionale si configura “un rischio elevato di epidemia non controllata e non gestibile“.

Le restrizioni per combattere il coronavirus continuano, dunque, a seguire il meccanismo delle zone. In merito il premier Giuseppe Conte, durante un evento della Cgil ha dichiarato: “è basato su un metodo scientifico”. “Confido che l’Rt nazionale, arrivato a 1,7 nei giorni scorsi, si sia abbassato per effetto delle misure adottate”. Se fosse confermato “significherebbe che il dpcm inizia a dare i primi risultati, un incoraggiamento a seguire questa strada coraggiosa”. La speranza è che “il plateau dei contagi, la soglia massima, sia stato raggiunto e ora inizi l’appiattimento”.

Conte però ha avvertito: “Il mese di novembre sarà dedicato a questo, a contenere la curva dei contagi, ma non significa che a dicembre ci sarà una catarsi liberatoria”. L’obiettivo dell’esecutivo resta quello di evitare un lockdown totale, “limitando i danni economici e non penalizzando i territori che non lo meritano”. Intanto, in lungo e in largo per lo stivale aumentano i provvedimenti restrittivi varati in autonomia dai governatori e dai sindaci per limitare ulteriormente i contagi.

Dopo l’ordinanza comune varata da Zaia, Bonaccini e Fedriga, che prevede la chiusura dei negozi la domenica, il divieto di passeggiate nei centri storici e nuove restrizioni ai centri commerciali. Se ne discuteva anche in Campania, ma ora la decisione della zona rossa per l’intera regione azzera l’ipotesi di lockdown mirati. “La mia ordinanza in questo momento non ha più efficacia, però sono contento del lavoro che abbiamo fatto”. Lo dice il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, annunciando, in un video diffuso sui social, che il provvedimento che aveva annunciato per contenere la diffusione del Covid in città non sarà più firmato.