Nessuna pace per Gaza, riprendono gli attacchi

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Per Israele la tregua è finita: lo hanno detto fonti ufficiali israeliane citate da Radio Gerusalemme. Il governo di Tel Aviv avrebbe informato l’inviato dell’Onu nella zona Robert Serry che l’interruzione dell’azione militare è a questo punto da considerarsi conclusa.

Il sito di Hamas, ripreso da Haaretz, riferisce che quattro palestinesi sono stati uccisi e 20 feriti da colpi dall’artiglieria israeliana nei pressi di Rafah, nel sud della Striscia. Sono i primi morti segnalati dopo l’inizio della tregua di stamattina. In precedenza un colpo di mortaio era caduto presso Kerem Shalom, sud d’Israele.

”Una volta ancora Hamas e le altre organizzazioni terroristiche a Gaza hanno violato il cessate il fuoco per il quale si erano impegnate davanti al segretario di stato Kerry e al segretario generale dell’Onu”. Ha detto una fonte ufficiale dell’ufficio del primo ministro israeliano.

Intanto, secondo i palestinesi, il numero dei morti è salito a 1.440 dall’inzio degli attacchi condotti dagli aerei e dall’artiglieria di Tel Aviv. Un massacro, superiore persino a quello dell’operazione “Piombo Fuso” che fu messa in atto nel 2008-2009. Stando alle stesse fonti, almeno il 23% del totale dei morti palestinesi sono ragazzi e bambini, mentre i dati dell’Onu parlano di una maggioranza complessiva di vittime civili. I feriti sarebbero più di 8200. Nell’operazione “Piombo Fuso” i morti palestinesi furono 1416 (anche se fonti israeliane parlarono di un bilancio fra le 1100 e le 1300 vittime). Quell’operazione costò inoltre la vita a una decina di soldati e a tre civili in Israele: un tetto largamente superato da tempo nell’offensiva attuale, che secondo i dati dell’esercito ha provocato ormai la morte di 61 militari israeliani, oltre che di tre civili nello Stato ebraico.

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