Accumoli con le casse vuote. Il sindaco del comune reatino epicentro del sisma del 2016 alza la bandiera bianca: “Non possiamo pagare stipendi e tredicesime”

dalla Redazione
Cronaca

“Non abbiamo più cassa”. L’allarme arriva dal Comune terremotato di Accumoli, in provincia di Rieti, dove il sindaco, Stefano Petrucci, è stato costretto ad annunciare ai suoi 31 dipendenti comunali (21 a tempo determinato e 10 di ruolo) che l’ente non è più in grado di pagare gli stipendi e le prossime tredicesime.

A far saltare i conti del Comune, che il 24 agosto 2016 fu epicentro del sisma, sono, soprattutto, i fondi destinati ai 21 lavoratori assunti a tempo determinato attraverso il decreto legge 189 del 2016 che conteneva un pacchetto di interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma. La mancanza di cassa non consentirà al Comune di Accumoli di pagare gli stipendi anche ai 10 dipendenti di ruolo che il comune aveva in organico prima del terremoto.

“Per i 21 lavoratori a tempo determinato – ha spiegato Petrucci -, dal giorno che sono stati assunti ad oggi, abbiamo speso circa 700mila euro che non abbiamo mai incassato. Quindi al momento il Comune non è più in grado di pagare i loro stipendi ed essendo dicembre anche le relative tredicesime. La struttura commissariale del governo non ha erogato i fondi alla Regione Lazio e quindi noi non abbiamo ricevuto ancora nulla. Al momento – ha concluso il sindaco di Accumoli – non abbiamo disponibilità di cassa”.