Actung Merkel se si sfascia l’Europa ci rimette pure Berlino. Muro tedesco sugli Eurobond. L’Italia non recede sul veto

Siamo ormai entrati nel vivo di una settimana cruciale per lโ€™Italia, che lotta contro una crisi sanitaria ed economica senza precedenti, e per lโ€™Europa, in profonda crisi dโ€™identitร  da tempo. Da quello che si deciderร  giovedรฌ nellโ€™attesissimo Consiglio europeo dipende il nostro futuro e quello dellโ€™Ue. Ne รจ ben consapevole il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che come va ribadendo in ogni occasione da settimane, punta tutto sulla proposta condivisa con la Francia di un Recovery fund finanziato con emissioni di debito in comune: almeno 1000 miliardi da raccogliere sui mercati con bond europei gestiti dalla Commissione, da versare ai paesi piรน colpiti dalla pandemia in parte sotto forma di aiuti a fondo perduto, in parte come prestiti a tassi contenuti da rimborsare non prima di 20 anni.

Che รจ piรน o meno il piano a cui sta lavorando la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: usando il bilancio come garanzia, lโ€™esecutivo Ue potrebbe emettere obbligazioni da vendere sul mercato per raccogliere circa 1.000 miliardi da distribuire sotto forma di elargizioni (da non restituire) e prestiti a bassi tassi di interesse. Lontano anni luce da quanto prevede il ricorso al Mes, anche nella sua versione โ€œlightโ€, la cui sola condizione a parole sarebbe quella di usare i fondi erogati di coprire i costi diretti e indiretti delle spese sanitarie, ma che per stessa ammissione del suo direttore generale, il tedesco Klaus Regling, non รจ proprio cosรฌ scontato: in seguito, tutti gli Stati membri dellโ€™Unione europea โ€œrestano impegnati a rafforzare i loro fondamentali in base al quadro di vigilanza europeo, inclusa la flessibilitร โ€.

Parole sue al Corriere della Sera. Ergo: le condizioni ci sono eccome, sebbene agevolate e non paragonabili a quelle imposte alla Grecia. Sarebbe irrealistico pensare il contrario, non a caso il premier Conte vuole vedere scritto nero su bianco al Consiglio di giovedรฌ che non ci sarร  alcuna condizione allโ€™utilizzo di 36 miliardi del Mes. Anche perchรฉ io voto favorevole dellโ€™Italia al pacchetto (comprensivo del Fondo salva Stati) non sarร  cosa facile spiegare in Parlamento a Lega e Fratelli dโ€™Italia ma soprattutto ai 5Stelle: il Mes โ€œgode di una pessima famaโ€, e non solo in Italia dato che anche dalla Spagna si stanno studiando soluzioni alternative.

Proprio ieri รจ arrivata la proposta del governo di Pedro Sanchez di un fondo da 1000-1500 miliardi finanziato attraverso โ€œdebito perpetuoโ€ dellโ€™Ue che verserebbe ai Paesi sovvenzioni โ€“ non prestiti โ€“ in base allโ€™impatto del coronavirus sulla loro economia. Un piano ambizioso, che si scontra perรฒ con una signora tedesca che risponde al nome di Angela Merkel, profondamente contraria a qualsiasi forma di mutualizzazione del debito, che definisce a chiare lettere โ€œla via sbagliataโ€.

A puntare il dito contro lโ€™ostinazione tedesca รจ ancora una volta il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, che anche ieri ha ribadito che โ€œsenza un mezzo comune per finanziare la ricostruzione le differenze tra economie dellโ€™eurozona diventeranno troppo grandi con il rischio che lโ€™area euro si spezzi. E questo sarebbe un problema enorme per la Germaniaโ€. Ma Gentiloni, come del resto Italia Viva di Matteo Renzi, il Pd (con il ministro dellโ€™Economia Roberto Gualtieri in primis) e persino Forza Italia, non esclude a priori il possibile ricorso alle linee di credito del Mes, affermando che โ€œpossono essere utili e sono quasi prive di vincoliโ€. Anche se i dettagli sono ancora tutti da negoziare, come ricordato dal premier Conte.