Aggressioni fuori controllo. Colpita al volto la campionessa italiana di lancio del disco Daisy Osakue

dalla Redazione
Cronaca

Se si sia trattato di un atto razzista oppure no lo stabiliranno le autorità, di certo lo sport italiano avrebbe fatto volentieri a meno di quello che, per usare le parole di Daisy Osakue, è stato “un atto di codardia”. Se a inizio mese si celebrava l’impresa della 4X400 femminile “coloured” ai Giochi del Mediterraneo, oggi ci si chiede se dietro quell’uovo che ha colpito la 22enne lanciatrice di origine nigeriana, fra i convocati per Berlino, ci sia un altro sintomo di quell’odio razziale con cui sta facendo i conti l’Italia in questi giorni.

Daisy stava tornando a casa la scorsa notte, a Moncalieri, quando – mentre attraversava la strada – alcune persone a bordo di un Fiat Doblò hanno lanciato delle uova colpendola al volto. Trasportata all’ospedale Oftalmico di Torino, le è stata diagnostica la lesione della cornea. Secondo le prime verifiche, sarebbe da escludere che l’azione sia riconducibile a discriminazione razziale. La stessa auto infatti, fanno sapere i carabinieri di Torino, era già stata segnalata nei giorni scorsi, sempre a Moncalieri, per aver lanciato le uova conto i passanti. Il primo episodio nella notte fra il 14 e il 15 luglio quando un pensionato ha segnalato il lancio di uova contro la sua abitazione. Il secondo mercoledì scorso, intorno alle 23.30, quando tre donne – non di colore – sono state colpite al braccio da uova lanciate da un’auto in corsa, la stessa della scorsa notte, mentre uscivano da un ristorante.

Ma la Osakue la pensa diversamente. “A mio avviso questa volta è razzismo – è la sua versione – Quella è una zona frequentata da prostitute di colore e mi hanno scambiato per una di loro, non sapevano che fossi Daisy, che tifassi Juve, hanno visto una ragazza di colore e hanno voluto fare questo gesto. Hanno pensato che una prostituta non sarebbe mai andata dalla polizia o dai carabinieri a denunciare ma io voglio trovare questi due e capire perchè lo hanno fatto, per me è razzismo”. Per Daisy tanta paura. “Mi sono accasciata a terra, ho visto del liquido e pensavo fosse acido, ho gridato ma poi ho visto dei gusci di uova, dei tuorli e mi sono tranquilizzata – racconta poi sull’accaduto – Gli aggressori? C’erano due ragazzi davanti, uno col cappellino. Non si sono fermati, non mi hanno detto nulla, mi hanno solo lanciato un uovo”. Papà judoka e mamma giocatrice di pallamano, Daisy Osakue ha iniziato la sua carriera agonistica sulle prove a ostacoli con un titolo cadette vinto nel 2011, tanto che ancora nel 2013 è stata seconda tra le allieve nei 60hs indoor. Ma vista la struttura ha dimostrato attitudini importanti come lanciatrice e nel peso e nel disco si è imposta come prospetto di livello nazionale. Da sempre torinese, ha ottenuto la cittadinanza italiana solo nell’inverno 2014, al compimento della maggiore età. Dal gennaio 2017 si è trasferita alla Angelo State University, in Texas, con notevoli progressi fino alla migliore prestazione italiana under 23 nel disco (57″49 ad Abilene, il 24 marzo), superata dopo quasi 39 anni. Un limite portato a 59,72 il 7 aprile scorso a San Angelo, allenandosi oltreoceano con il tecnico Nate Janusey.

Nel suo futuro ci sono gli Europei di Berlino, appuntamento che non intende perdersi per niente al mondo. “Ho un’abrasione e delle lesioni sulla cornea e liquido sulla retina, però con riposo, gocce e cortisone dovrei stare bene. Sabato dovremmo partire con la squadra da Roma – continua – Il 6 iniziano gli Europei e io dovrei gareggiare il 9 con i turni di qualificazione. Non mi impediranno di partecipare a una cosa a cui tengo, sono italiana da quando ho 18 anni e negli ultimi anni ho avuto la possibilità e l’onore di rappresentare l’Italia e faccio quello che voglio fare”. Solidale con lei il presidente della Fidal, Alfio Giomi: “Daisy è stata vittima di una aggressione che intendo definire nell’unico modo possibile, ovvero, imbecille e vigliacca. Non so se si sia trattato di una aggressione razzista, saranno le autorità competenti a chiarire i contorni della vicenda, ma certamente si tratta di un fatto orribile, da qualsiasi punto di vista lo si voglia guardare. L’atletica italiana ha tra i suoi valori fondanti l’integrazione, Daisy è un punto fermo della nostra atletica, orgogliosamente azzurra fin dal suo debutto, e da sempre schierata a difesa dei diritti civili”. E anche il numero uno del Coni, Giovanni Malagò, si è fatto sentire: “E’ un atto di inciviltà, mi sembra evidente. Qui non solo parliamo di una persona italiana, ma di un’atleta che difende la maglia della nazionale. Questo deve far riflettere tutti noi”. (ITALPRESS)