Sarร volontaria e verrร coinvolto il Parlamento. Il premier sgombra il campo dalle polemiche sullโapp Immuni, scelta dal governo per avviare una mappatura dei contatti sospetti. Viene scartata lโipotesi sullโobbligatorietร e sul fatto che a disciplinarla potesse magari bastare un Dpcm. โQuestโapplicazione – spiega Giuseppe Conte – sarร offerta su base volontaria e non su base obbligatoria. Faremo in modo che chi non vorrร scaricarla non subirร limitazione dei movimenti o altri pregiudiziโ. Su questo processo – assicura – verranno informati i capigruppo di maggioranza, ma anche di minoranza: โIo stesso mi riservo di riferire puntualmente alle Camere. Il coinvolgimento del Parlamento deve essere pieno e stringente, essendo coinvolti diritti costituzionali fondamentaliโ.
Il giorno prima tutte le forze politiche si erano trovate dโaccordo nellโesigere il coinvolgimento delle Camere e nel chiedere una legge. In due incontri avuti con i capigruppo di maggioranza e opposizione il governo ha assicurato che lโautorizzazione dellโapp passerร attraverso una norma di rango primario e che sarร su base volontaria, che il server avrร sede in Italia e che i dati raccolti non saranno utilizzati per altri fini se non il contact tracing. Perchรฉ funzioni dovrร coinvolgere almeno il 60% della popolazione, se non il 70%. A tal fine il governo sta pensando a incentivi per invogliare a scaricarla. Come la possibilitร di avere un contatto diretto col medico di famiglia evitando, per esempio, di andare in studio per ricette e prescrizioni.
Il commissario Domenico Arcuri spiega che lโuso diventa fondamentale al fine di alleggerire le disposizioni restrittive. Lโalternativa รจ che โle misure di contenimento non possano essere alleggeriteโ e che ci si privi โdi quote importanti della nostra libertร โ. Lโapp – assicura Arcuri – risponderร a due requisiti fondamentali: la sicurezza e la privacy. I dati anagrafici e sanitari dei cittadini dovranno essere conservati su โunโinfrastruttura pubblica e italianaโ. Su questo ha acceso un faro anche il ministro dellโInterno Luciana Lamorgese: โEโ necessario garantire la sicurezza dei dati di 60 milioni di italianiโ. Rassicura il ministero dellโInnovazione: โLa tecnologia per il tracciamento dei contatti – si legge sul suo sito – potrebbe essere adottata in modalitร compatibili con le necessitร di rispettare diritti e libertร fondamentali dei cittadini sanciti dalla Costituzioneโ.