Avanti per altri 4 anni. Ma basta spot elettorali e sparate estremiste. Per il pentastellato Fantinati: “Nel Carroccio c’è chi vorrebbe tornare ad essere stampella del Cav”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

“Il Governo lavora bene. Certo è che da giorni alcuni nella Lega hanno preso una forte piega elettoralistica…”. Il
sottosegretario alla Funzione pubblica, Mattia Fantinati, punge il Carroccio dopo giorni di polemiche e alla vigilia
delle elezioni europee. Ma si dice certo di un fatto: “Il Governo durerà: non l’abbiamo mai messo in discussione”.

La Lega però sì. Quest’insistenza sul dl Sicurezza-bis ne è la prova. Ci sono fini elettorali secondo lei?
“Dovrebbe chiederlo a loro. Il Governo ha lavorato bene. Certo è che, da giorni, la piega elettoralistica è
evidente…”.

Per esempio?
“Sui rimpatri il Viminale deve fare di più, sennò sono proclami. Per non parlare delle contraddizioni politiche di
chi vuole fare un’alleanza europea con il padrino dell’austerità, Juncker, e quei partiti nazionalisti che la
redistribuzione dei migranti italiani in tutta la Ue non la vogliono proprio”.

Ma alla fine il decreto si farà prima del voto o no?
“Noi M5S non faremo mai politica per consenso elettorale. Deve essere chiaro. Dunque, ci prenderemo tutto il tempo per fare decreti fatti bene. Anche perché, se fai un decreto bis, vuol dire che non hai messo tutto quello che ti serviva nel primo decreto…”.

Ieri il presidente di Confindustria ha lanciato l’idea di un fronte comune per cambiare l’Europa. Che ne pensa?
“Ho apprezzato che il presidente Boccia abbia parlato di un nuovo Patto europeo di crescita e stabilità, invece
dell’attuale di stabilità e crescita, a sottolineare l’importanza del lavoro e delle politiche espansive rispetto
all’austerità. Boccia ha anche chiarito come siano centrali per il sistema industriale italiano la Germania, la
Francia e l’Europa. Il presidente Conte, invece, ha sottolineato un’impostazione più globale per guardare a Usa,
Cina e India. Al di là delle differenti visioni, è fondamentale che mettiamo l’interesse di tutti i cittadini al
centro.”

Passiamo al post-elezioni: reggerà il Governo al voto di domenica?
“Non abbiamo mai messo in discussione il Governo, neanche quando la Lega anteponeva la poltrona di Siri alle cose vere da fare che ci chiedono gli italiani. Siamo leali e soddisfatti di quello che si è fatto. Salvini sa su cosa
non possiamo glissare: onestà, lavoro, imprese. Per il resto, serve capacità di mediare. E tanta pazienza”.

Alcuni leghisti, però, rumoreggiano…
“Vero. Penso, però, che Salvini sappia benissimo che sono quelli che vogliono distruggere quello che proprio lui ha
fatto, per tornare alla vecchia Lega padana, stampella di Berlusconi. Uno scenario terribile per gli italiani. E per
lo stesso Salvini, immagino”.

A che condizioni si andrà avanti?
“Patti chiari e amicizia lunga. Il contratto di Governo è una formula che funziona. Poi, niente più strizzatine
d’occhio ai fascisti e niente più spot da campagna elettorale. Lavoro serio e concreto, basta con le sparate
estremiste”.

Ci sarà un rimpasto di Governo?
“Che c’entrano le elezioni europee? Questo mercato delle poltrone per noi è inconcepibile. E, sono sicuro, anche per
la Lega. Sennò, non ti fregi del titolo di Governo del cambiamento”.