Bankitalia rinnova il direttorio, i Cinque Stelle lo impallinano. Manca il via libera dell’Esecutivo. Per i grillini non c’è discontinuità

di Caris Vanghetti
Politica

Il consiglio superiore della Banca d’Italia ha dato il via libera al rinnovo del direttorio indicando i tre nomi necessari a reintegrare l’organismo, ma il governo non avrebbe ancora maturato l’accordo per dare il via libera alle nomine. Infatti la decisione dell’Istituto guidato da Ignazio Visto, di promuovere Fabio Panetta al ruolo di direttore generale (in sostituzione del dimissionario Salvatore Rossi) e nominare Daniele Franco (attuale Ragioniere generale dello Stato) e Alessandra Perrazzelli come vicedirettori generali, non incontrerebbe il favore del Movimento 5 Stelle.

Il partito guidato da Luigi Di Maio si era già messo di traverso, lo scorso febbraio, bloccando la proposta di nomina formulata dal consiglio superiore di Bankitalia di confermare nel direttorio Luigi Federico Signorini, determinando così la sua decadenza. Adesso, visto che la bocciatura di Signorini non sarebbe mai stata notificata a Via XX Settembre (passaggio procedurale necessario per cancellare definitivamente il suo nome dalla rosa dei papabili, ma con rischiose ricadute istituzionali in termini di lesione dell’indipendenza della Banca d’Italia) anche il suo nome tornerà nel pacchetto di 4 nomine su cui il Governo guidato da Giuseppe Conte si dovrà pronunciare.

Certo che il tempo per arrivare a una soluzione condivisa c’è, dal momento che le tre nomine fatte ieri, dall’Istituto guidato da Ignazio Visco, avranno decorrenza dal 10 maggio. Fino a quella data il direttorio potrà continuare a funzionare in maniera quasi normale (poiché ora non c’è il quinto membro a causa del mancato rinnovo di Signorini) dal momento che adesso può contare su quattro componenti, ma a partire dal 10 maggio l’organismo non potrà più funzionare, determinando così la paralisi di fatto della Banca d’Italia.

Infatti a partire da quel giorni scadranno altri due membri, Salvatore Rossi e Valeria Sannucci, lasciando così in carica i soli Ignazio Visco e Fabio Panetta, ma lo statuto dell’Istituto di Via Nazionale prevede che il direttorio possa funzionare con non meno di tre partecipanti. Intanto ieri il governatore Visco, intervenendo all’assemblea dei partecipanti della Banca d’Italia ha reso noto che quest’anno l’Istituto girerà al Tesoro 5,7 miliardi di utili (in aumento di 2,3 miliardi rispetto allo scorso anno) una crescita dovuta all’innalzamento del rendimento dei titoli di Stato acquistati dalla Banca.